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Elon Musk, 50 sfumature di genio (e follia)

By Stefano Russo
5 min read

Per uno come Elon Musk, quello dei 50 anni è un traguardo che passa quasi inosservato. Comprensibile, quando sei la mente visionaria dietro aziende come PayPal, Tesla, Space X, Neuralink, The Boring Company, Hyperloop e OpenAI. E quando sei il secondo uomo più ricco del mondo dietro solo a Mr. Amazon, Jeff Bezos. Ormai è un personaggio noto e controverso anche al di fuori del mondo del business e dei big tech. A volte a far notizia è la sua vita privata, ma sono principalmente i suoi estremi up e i suoi eclatanti down, in termini di successi e fallimenti delle sue aziende, ad essere quotidianamente chiacchierati.

In tanti conoscono il suo nome, molti di meno conoscono anche solo superficialmente tutte le avventure che popolano il suo resumé. Una figura diventata ormai pop, tanto da concedersi anche per piccoli cameo in film e serie tv. Un atteggiamento spesso estremo, che divide le persone tra fan adoranti e convinti detrattori. Una persona che, nel bene o nel male, lascia sempre il segno cercando di fare la differenza.

L’uomo che sdoganato i pagamenti online

O che, quantomeno, ha contribuito a segnarne la direzione agli albori del web. La prima exit milionaria la ottiene già con Zip2, la prima azienda fondata con il fratello Kimbal. Ma è il suo coinvolgimento in PayPal, la piattaforma che ha rivoluzionato i pagamenti virtuali, a dargli i primi scampoli di notorietà e un bel gruzzolo.

Siamo a cavallo tra la fine degli anni ’90 e i primi 2000, quando ancora internet è un gioco per smanettoni dei computer. Elon, con i soldi guadagnati dalla vendita di Zip2, fonda X.com, una delle prime banche online della storia. Dopo un anno, si fonde con Confinity e nasce PayPal, di cui viene eletto CEO. I diverbi non tardano ad arrivare e la poltrona gli viene soffiata mentre è in vacanza, ma questo non gli impedisce di monetizzare. Quando eBay acquisisce PayPal, le sue shares gli valgono 165 milioni di dollari. Musk saluta e, con una cospicua parte del suo patrimonio, fonda Space X e Tesla.

L’uomo che vuole portarci nello spazio

L’avventura aerospaziale dell’imprenditore sudafricano è salita alla ribalta negli ultimi anni, ma parte da lontano. Il primo lancio, disastroso, è datato 2006. Ne seguono altri due, fallimentari ma comunque più utili, nel 2007 e 2008, con la NASA che nel frattempo entra nell’affare. Ma la crisi finanziaria colpisce duramente tutte le imprese di Musk.

Riesce, finanziandolo personalmente, a organizzare un quarto lancio che finalmente ha successo, permettendogli così di incassare un ricco assegno dell’agenzia spaziale americana. Investimento che ha senza dubbio dato i suoi frutti. Negli anni successivi SpaceX realizza infatti numerosi lanci che vanno tutti a buon fine, battendo record su record. Per quanto riguarda il sogno di portarci tutti su Marte, sembra proprio goda ancora di ottima salute. Forse anche per quello Musk ha recentemente venduto tutte le sue case per vivere in affitto in un prefabbricato di ultima generazione in Texas, di fianco alla base di SpaceX.

L’uomo che vuole salvarci dalla rivolta delle macchine e dal traffico

Altri progetti molto ambiziosi di Elon Musk sono OpenAI, Hyperloop e The Boring Company. La prima è un’azienda non-profit specializzata in ricerche nel campo dell’intelligenza artificiale. Obiettivo: evitare che scenari stile Terminator si concretizzino, che si scateni la terza guerra mondiale e che le macchine distruggano il genere umano. Anche qui, se pazzo o genio solo il tempo saprà dirci.

La seconda sta invece realizzando un treno, ideato dallo stesso Elon, che consiste in una capsula in lievitazione magnetica che viaggia in un tubo a bassa pressione a velocità che dovrebbero raggiungere i 1.200km/h. L’ultima invece ha l’obiettivo di risolvere il problema del traffico nelle grandi città realizzando sistemi di tunnel sotterranei. Quando si dice saper sognare in grande, Musk ha ben pochi rivali.

L’uomo che potrebbe renderci ricchi (o farci perdere tutto) con un tweet

Elon Musk

Di recente le criptovalute sono diventate uno dei terreni di gioco preferiti di Elon Musk. In più occasioni, sue dichiarazioni in tv o su Twitter hanno fatto schizzare alle stelle o crollare vertiginosamente il valore di qualche moneta virtuale. In un’era dominata dalla comunicazione, un potere mediatico immenso. E, secondo alcuni, potenzialmente pericoloso. Basti guardare a come una serie di sue dichiarazioni lo abbiano portato al dover rinunciare al ruolo di CEO di Tesla, con tanto di multa da 20 milioni di dollari all’azienda. Datemi un account Twitter e sconvolgerò il mondo.

L’uomo che ha reso (molto) cool le macchine elettriche

Fondata nell’ormai lontano 2004, Tesla Motors è passata dalle stelle alle stalle alle stelle per diventare infine status symbol. Ormai è l’oggetto dei desideri a 4 ruote di molti che prima sognavano Ferrari e Lamborghini. Come per SpaceX, l’azienda ha rischiato di mandare Elon Musk in bancarotta ed è stata salvata grazie alla volontà (e ai capitali) dell’imprenditore. 

Elon Musk

È stata la prima azienda automobilistica quotata in borsa dai tempi della Ford nel 1956. Ora vanta utili da capogiro e una gamma che va sempre più ampliandosi. Con l’esplosione definitiva del mercato delle vetture elettriche, Tesla è ad oggi una delle scommesse più di successo di Elon Musk e quella che forse lo ha definitivamente consacrato come personaggio pubblico globale.

L’uomo che ha reso (molto) cool l’imprenditoria

La figura dell’imprenditore ha assunto diverse forme nel corso degli anni e nei vari settori. Se oggi essere un imprenditore, nell’immaginario collettivo, è diventata una cosa cool, lo si deve anche a Elon Musk. Quello che rischia la bancarotta per un’idea. Quello che sa solo sognare in grande. Quello che realizza e prova a scrivere la storia. Certo, anche quello che esce con attrici e cantanti, che si fuma le canne in diretta nazionale e che provoca disastri mediatici con un tweet.

Ma se nel mondo, oggi, molti non ambiscono più al famigerato posto fisso, bensì al creare qualcosa dal nulla, è anche merito suo. Grazie ai suoi successi (e ai suoi fallimenti), molte cose buone ora sono a nostra disposizione e molte altre lo saranno. Alla faccia di chi parla tanto e non crea nulla. Scomodando Oscar Wilde, possiamo senza dubbio parafrasarlo affermando che “nel bene o nel male, purché si faccia”.

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