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Il Mondo di carta di Gio Pastori

By Marco Cresci
4 min read

Classe 1989, Gio Pastori ha percorso una strada che l’ha portato dal liceo artistico al Politecnico (design) e poi all’Istituto Bauer di Milano (illustrazione editoriale), dove sboccia il folle amore per la carta. Gio colleziona in modo metodico e quasi ossessivo, per sua stessa ammissione: pacchetti, volantini, biglietti, vecchie foto, involucri, tovaglioli, sottotorta, tappezzerie che ritaglia e rimodella per mettere in pratica le sue visioni. Gio Pastori è un manipolatore di forme e figure umane e da vede cose che i comuni mortali non vedono. Si è specializzato nei ritratti dal vivo arrivando in poco tempo a collaborare con riviste, artisti, brand di moda tanto che Forbes l’ha inserito tra i trenta giovani under 30 da tener d’occhio in Europa.

L’abbiamo intervistato e questo è ciò che ci ha raccontato.

Photo: Vittorio Schiavo 
Come ti sei appassionato all’arte del collage, di solito la carta si disegna, cosa ti ha portato a tagliarla e scomporla?

Gio Pastori: «Quando il disegno è diventato una professione, inizialmente per piccole riviste e progetti personali, mi sono specializzato in una tipologia di illustrazione digitale, all’epoca molto in voga, caratterizzata da tinte piatte molto ben armonizzate, cura per la linea clinicamente pulita, simmetrie, composizioni equilibrate e geometriche. Una volta acquisite le capacità necessarie per l’illustrazione digitale “perfetta” mi sono annoiato. Ho sentito il bisogno di sporcare i miei lavori, dare loro una componente emozionale. La carta è stato un passaggio naturale: intagliare forme con un bisturi, creare composizioni e fotografarle con luce naturale e ombre portate: il mio nuovo processo di lavoro. Col tempo la lama è diventata la mia matita; la texture e i colori della carta parte fondamentale del mio linguaggio».

SOLE LUNA – 2021
Credo che per poter fare collage bisogna avere la capacità di vedere le forme in modo diverso da quel che sono, come svincolare oggetti dal loro utilizzo reale e poi ricomporre tutto. Tu come sviluppi le idee per i tuoi lavori?

Gio Pastori: «Quando mi immagino di dover disegnare un qualunque soggetto la prima cosa che faccio è intagliarlo nella testa, sintetizzarlo cogliendone i tratti fondamentali e soprattutto eliminando il superfluo. Una volta realizzate le figure principali entra in gioco la composizione, l’equilibrio cromatico (tendo ad usare meno colori possibile per un solo lavoro) e la capacità di capire quando l’opera è finita».

Oggi che hai un tuo studio in via Porpora a Milano, pensi che il quartiere che lo ospita in qualche modo influenzi la tua arte?

Gio Pastori: «Passeggiando per questa zona è facile trovarsi di fronte a edifici di Gio Ponti, Portaluppi, Gardella e altri maestri. Noto che le geometrie di queste vie e lo stile di certe facciate, spesso ricorrono nei miei lavori. Sono molto affezionato a città studi, la mia prima casa si trovava proprio in via Porpora».

Cosa ti deve colpire in un soggetto per ritrarlo?

Gio Pastori: «A volte basta che mi stia davanti al momento giusto. Non ho una tipologia di soggetti che preferisco ad altri, eccetto forse le scarpe col tacco».

TACCO GIALLO GLITTER – 2021

Le sottoculture influiscono sul tuo lavoro?

Gio Pastori: «Sì, cerco di trarre ispirazione un po’ da tutto e considero che affidarsi solo ai trend sia controproducente, soprattutto se l’obbiettivo è creare qualcosa che rimanga nel mondo con un respiro universale ed eterno».

Adidas, Tiffany & Co., Acqua di Parma, un’installazione per Uniqlo, le scenografie per il leggendario video di “Monica” per Myss Keta, i visual per i live di Calcutta, sono solo alcuni dei tanti lavori che hai fatto. Qual è quello a cui sei più affezionato e perchè?

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Gio Pastori: «Mi piace molto disegnare per l’industria musicale ma i lavori a cui sono più affezionato sono quelli non commissionati da clienti commerciali. Spero di avere sempre più tempo ed energie per portare avanti progetti personali».

Qual è il tuo luogo preferito al mondo e perchè?

Gio Pastori: «Mi piace stare nell’acqua e sentirmi galleggiare. Vasca da bagno, mare, piscina, fiume. Sentire il corpo che perde il peso e fluttua, chiudere gli occhi e non capire dove mi trovo».

Che musica ascolti quando crei?

Gio Pastori: «Ultimamente ascolto “The do!! You!!! Breakfast Show”  di Charlie Bones su NTS e scopro sempre qualcosa di nuovo che esploro poi durante il giorno. Per il resto assecondo i miei stati d’animo e ciò a cui sto lavorando».

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