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Armani e la Fondazione Teatro alla Scala

By Sara Stefanovic
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Il Gruppo Armani diventerà Fondatore Sostenitore del Teatro alla Scala, convertitosi in Fondazione attiva nella diffusione dell’arte musicale in Italia e all’estero nel 1997. L’impegno, annunciato nel corso del Consiglio di Amministrazione sarà formalizzato il prossimo 17 maggio.

Già al momento della sua costituzione, Giorgio Armani era stato tra i primi a sostenere la Fondazione

E ora torna, con rinnovato impegno, a sostenere il mondo dello spettacolo, in un momento particolarmente delicato.

Le arti vengono sempre messe in secondo piano nei momenti difficili perché non appaiono immediatamente vitali e necessarie. E invece lo sono. Il teatro, la musica, il balletto sono pura espressione di bellezza e delle più alte qualità umane – creatività, ingegno, fantasia, impegno – che stimolano il progresso e la rinascita.

Giorgio Armani

Il Teatro ha riaperto i battenti il 10 Maggio, con un concerto del Coro e dell’Orchestra diretti dal Maestro Riccardo Chailly. Non accadeva dal 22 ottobre, data dell’ultimo concerto aperto al pubblico prima del secondo lockdown, il recital di Jonas Kaufmann. Ma l’attività del teatro non si è comunque fermata. Lo spettacolo è andato avanti in streaming e in TV, realizzando un totale di 35 serate tra opera, balletto, concerti, recital e spettacoli per bambini. Il concerto del 10 maggio, con cui il Teatro ha celebrato insieme alla riapertura al pubblico il 75° anniversario della sua ricostruzione ha dato il via a moltissime novità per La Scala.

Armani

Questa nuova iniziativa è dedicata di nuovo alla città di Milano, per il valore simbolico dell’istituzione, ma anche per i miei legami affettivi e personali con essa. Per i ricordi dei tanti spettacoli e concerti cui ho assistito, degli ospiti illustri che ho vestito, di esperienze indimenticabili come la creazione dei costumi, nel 1994, per l’Elektra di Richard Strauss diretta dal Maestro Sinopoli. Ora, più che mai, sento il dovere morale di contribuire attivamente a sostegno del prestigioso Teatro, patrimonio di milanesi e non. Vero e proprio simbolo di resistenza intellettuale.

Giorgio Armani

Un nuovo edificio per La Scala del futuro

La presenza di Giorgio Armani, però, non è l’unica novità. L’edificio che sorgerà in via Verdi, opera essenziale al necessario ampliamento della sede storica del Teatro alla Scala. L’edificio venne acquistato nel 1997, ma ora è pronto per essere adattato alle esigenze del teatro. Le modifiche apportate consentiranno di migliorare lo svolgimento dell’attività artistica, grazie all’ampliamento dell’area di montaggio e smontaggio delle scene e alla realizzazione delle nuove sale prova per l’Orchestra e il Ballo. Oltre a garantire gli spazi necessari al rientro in Teatro di quelle funzioni amministrative ancora ubicate in sedi esterne.

La realizzazione del progetto architettonico è stata affidata all’Architetto Mario Botta, insieme allo studio dell’Architetto Emilio Pizzi. Lo studio si era già occupato dell’importante intervento di restauro e ristrutturazione della sede storica del Teatro e dell’area tecnica della torre scenica, al fine di garantire la coerenza stilistica della nuova palazzina con gli altri edifici del Teatro. 

Il linguaggio è quello tipico dell’architetto ticinese: geometrie precise, alternanza di pieni e vuoti e cura nel rivestimento.

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