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Armv9: novità per l’ubiquitous computing

By Editorial Team
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armv9

Arm, società specializzata nella progettazione di processori, ha annunciato Armv9, la prima nuova architettura Arm da un decennio a questa parte. 

Il nuovo sviluppo intende rispondere alle esigenze del mercato. Prestazioni più elevate, maggiore sicurezza e funzionalità dedicate di DSP, machine learning e intelligenza artificiale, per l’ubiquitous computing. L’azienda ha anche sottolineato come il nuovo design si basi sul successo dell’attuale Armv8; che già oggi segna un livello di performance-per-watt allo stato dell’arte, in ogni settore e ambito del computing.

Il numero di chip basati su Arm distribuiti continua ad accelerare, con più di 100 miliardi di dispositivi spediti negli ultimi cinque anni; il 100 per cento dei dati condivisi nel mondo saranno presto elaborati su Arm; che sia nell’endpoint, nei data network o nel cloud.

Tale pervasività comporta anche la maggiore responsabilità da parte di Arm di fornire più sicurezza e prestazioni migliori, oltre a ulteriori nuove funzionalità.

Le nuove capacità presenti in Armv9 accelereranno il passaggio dal calcolo general-purpose a quello più specializzato in ogni applicazione; in un momento in cui l’intelligenza artificiale, l’Internet of Things (IoT) e il 5G stanno avendo un forte slancio a livello globale.

Armv9 affronta la maggior sfida tecnologica di oggi

La maggiore sfida tecnologica di oggi è proteggere i dati. La roadmap di Armv9 introduce l’Arm Confidential Compute Architecture (CCA). Il Confidential computing protegge porzioni di codice e dati dall’accesso o dalla modifica mentre sono in uso; anche da software che ha i privilegi, eseguendo il calcolo in un ambiente sicuro hardware-based.

L’Arm CCA introdurrà il concetto di Realm creati dinamicamente e utilizzabili da tutte le applicazioni; in una zona che è separata sia dal mondo sicuro che da quello non sicuro. Per esempio, nelle applicazioni aziendali i Realm possono proteggere i dati e i codici commercialmente sensibili dal resto del sistema; sia mentre sono in uso, che a riposo o in transito. L’ubiquità e la gamma di carichi di lavoro di intelligenza artificiale, inoltre, richiedono soluzioni più diverse e specializzate.

Secondo Arm, si stima che ci saranno più di otto miliardi di dispositivi assistiti dall’intelligenza artificiale in uso entro la metà degli anni 2020. Il 90% o più delle applicazioni su dispositivo conterrà elementi di intelligenza artificiale insieme a interfacce basate su di essa (ad esempio la voce).

Per affrontare questa esigenza in crescita, Arm ha collaborato con Fujitsu per creare la tecnologia Scalable Vector Extension (SVE). É il cuore di Fugaku, il supercomputer più veloce del mondo. Basandosi su quel lavoro, Arm ha sviluppato SVE2 per Armv9. Questo consente un migliore apprendimento automatico e aumenta le capacità di elaborazione del segnale digitale (DSP) in una gamma più ampia di applicazioni.

SVE2 migliora la capacità di elaborazione dei sistemi 5G; la realtà virtuale e aumentata; i carichi di lavoro di machine learning che girano localmente sulle CPU, come l’elaborazione delle immagini e le applicazioni di smart home.

Nei prossimi anni, Arm estenderà ulteriormente le capacità di intelligenza artificiale della propria tecnologia. Attraverso miglioramenti sostanziali nella moltiplicazione delle matrici all’interno della CPU; oltre alle innovazioni in corso nelle GPU Mali e nelle NPU Ethos.

Armv9 incrementerà anche le prestazioni della CPU. Tuttavia, ha dichiarato Arm, siccome l’industria si sposta dal general-purpose computing verso l’ubiquitous computing specializzato; gli incrementi annuali a due cifre delle prestazioni della CPU non sono sufficienti.

Oltre a migliorare l’elaborazione specializzata, la metodologia di progettazione Total Compute di Arm accelererà le prestazioni complessive di calcolo; attraverso ottimizzazioni hardware e software a livello di sistema e aumenti nelle prestazioni dei casi d’uso. Le tecnologie a livello di sistema Armv9 abbracceranno l’intero ventaglio oltre a migliorare i singoli ambiti. Applicando i principi di progettazione Total Compute attraverso l’intero portafoglio IP di soluzioni automotive, client, infrastructure e IoT. Inoltre, Arm sta sviluppando diverse tecnologie per aumentare la frequenza; la larghezza di banda e la dimensione della cache; ridurre la latenza della memoria per massimizzare le prestazioni delle CPU basate su Armv9.

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