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Stories - Entertainment - Music

Ben Dj, istinto per la musica

By Monica Camozzi
4 min read

Dalla Tunisia al mondo: Ben dj, istinto di far divertire! 

Si chiama Ben Abdallah Taoufik, è cresciuto fra la Tunisia e Parigi prima di arrivare a Milano. In arte, Ben dj. I suoi dj set risuonano fra Ibiza, Dubai, New York, passando per i top club italiani. E arrivando in ambiti siderali come il leggendario party per Calendario Pirelli. Perché Ben dj ha una dote: la sua connessione con la gente è trans-nazionale. E quale sequenza di pezzi mettere, quale miscellanea di sound e ritmi, lo decide per istinto. Per sesto senso… La sua storia è bellissima, ci rivela che, come diceva Paulo Coelho ne l’Alchimista, ognuno ha la sua “leggenda personale”…

Come è iniziata la tua storia di dj?

In consolle da ragazzino vedevo mio fratello, ballavo sulla sua musica a 15 anni ed è lì che ho iniziato a immergermi in quel mondo. Non ero ancora Ben dj, avevo iniziato a lavorare in una discoteca sul mare, in Tunisia ma avevo già l’istinto profondo per la musica. Il passo verso i villaggi vacanze è stato naturale. Club Med, Going, Viaggi del Ventaglio. 

Quindi Ben dj d’istinto ha fatto l’animatore?

Si, finché ho chiesto un’assunzione, mi è stata negata, allora ho mollato tutto e mi sono avventurato a Milano. Anche qui, per istinto. Non trovavo lavoro, ho fatto il portiere di notte in un albergo, ma bussavo alle discoteche chiedendo “volete un dj”? La prima serata è stata al Charro café, poi si è aperta la porta del Toqueville, la domenica. Ho organizzato una cena con musica e ho “spaccato”. Da quel momento non mi sono più fermato. 

Ma cosa determina il successo di un dj?

L’umiltà. Volare basso è la parola d’ordine. Il tuo imperativo è far divertire la gente e non devi mai dimenticarlo.

Ben Dj

Devi essere un bravo pr di te stesso. Cogliere il mood delle persone, capire in un batter di ciglia cosa piacerà a chi si trova in sala quella sera. I pezzi che ha Ben dj li hanno anche gli altri ma… dipende da come li metti. Io non faccio mai la scaletta, vado d’istinto. Da ragazzino ascoltavo tutto, da Baglioni alla tecno. Posso passare dalla house ai Queen, dalla Tech house a Triangolo di Renato Zero. Cosa scelgo dipende unicamente da ciò che sento (eccovi una selezione, così ci capiamo…).

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Che sei un dj d’istinto lo abbiamo capito! Ma quando hai preso il volo?

Le domeniche al Toqueville ti proiettavano in un indotto vip, una girandola di persone importanti, che finivano per chiamarti come dj alle loro feste. Erano anni brillanti. E io stavo nel centro di quel turbine, mi hanno chiamato a fare il Billionaire beach di Briatore. Insomma, ho fatto la gavetta, questo successo l’ho costruito da solo. 

Ti piace la tua vita nomade?

Oltre la metà dell’anno la passo all’estero. Viaggiare è quanto di più bello esista al mondo, la tua testa viene proiettata dieci anni più avanti. Evolvi, conosci. Io poi cerco sempre di migliorare. È un po’ come in amore, devi essere sempre pronto. 

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Qual è il tuo posto preferito? 

Ogni posto ha una sua bellezza da trasmetterti, puoi trovarti su un roof bellissimo, con cento persone e un panorama mozzafiato oppure a un festival in Puglia, seduto per terra. 

A cosa non potresti mai rinunciare?

A Netflix. Vado matto per le serie tv. E poi a un massaggio. Infine, alle mie ciabatte di Zara, che indosso per tutta l’estate e che sostituiscono le mie calzature griffatissime perché amo stare libero, sulla spiaggia, a torso nudo, in mezzo alla natura. E amo il silenzio

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Come fa Ben, dj d’istinto, ad amare il silenzio?

Faccio riposare i timpani, ascolto musica nuova e non, tanta, prima di un tour. Poi ho bisogno del silenzio, della natura, per riconnettermi con me stesso. Sono sportivo, vado in bici, mi sveglio presto. Mai caduto nelle maglie di fumo, droga, alcol. 

Cosa ti porta l’estate?

Faccio il producer e il 12 giugno esce Good life, dopo pezzi mitici come Thinkin’Bout You e Hold Tight con i suoi 7 milioni di ascolti su Spotify. Good life ha una struttura dance/deep house e beneficia del bel remix di Deep Chills

Written by
Monica Camozzi
Giornalista da 25 anni, copywriter, storyteller, appassionata di avventure imprenditoriali e di nuove sfide.
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