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Daniel Fasano: un batterista digitale

By Sara Stefanovic
9 min read

Daniel Fasano è un giovane batterista che ha avuto la fortuna di lanciarsi con successo nel panorama musicale da giovanissimo, il tutto grazie alla costanza e all’impegno. La batteria, infatti, è uno strumento che crea una difficoltà psicologica, più che fisica. A differenza di altri strumenti, come il piano e il basso, che danno una soddisfazione dopo poco tempo, dopo due o tre settimane di batteria non si impara nulla di concreto, è uno strumento che demoralizza.

Ho iniziato a suonare quando avevo 13/14 anni sulle pentole… andavo da mia nonna dove avevo costruito una batteria fatta di secchi.

Daniel Fasano

Ciò che ha spinto Daniel a iniziare a suonare è stato un video visto su MTV dei Nirvana.

Mi piaceva la cosa del rock e volevo rendermi partecipe in qualche modo e la cosa più istintiva che mi è venuta da fare è stata mimare i gesti del batterista. Ho iniziato con delle matite sul letto e sulle pentole in quanto la mia non è una famiglia di musicisti, quindi non se ne parlava proprio… decisi allora di costruirmene una io da mia nonna. La necessità aguzza l’ingegno. Ovviamente poi i miei genitori si sono impietositi e me ne hanno presa una. Quando avevo 16 anni sono andato a studiare la batteria seriamente al centro Jazz di Vercelli e ho iniziato a suonare con delle band (principalmente metal).

Daniel Fasano

Daniel Fasano e gli Eden Beast

A 18 anni Daniel inizia a suonare nella sua prima band importante sempre nell’ambito metal, arrivando a fare tour in giro per l’Europa. Ovviamente era tutto autofinanziato e rientravano a stento nelle spese, comunque l’avventura è stata molto caratteristica:

Dormivamo nel furgone, ci lavavamo nel bagno del Mc Donald e quando andava bene si andava negli ostelli, che tendenzialmente erano brutti. In Inghilterra è stato veramente difficile, perchè era cara e gli ostelli pur essendo molto cari erano uno peggio dell’altro. Questa avventura è durata per due anni e la ricordo veramente volentieri.

Il genere che suonavano, grindcore brutal death metal, era abbastanza sconosciuto in Italia, lo ascoltava proprio una nicchia di persone. Si tratta di un sottogenere del metal molto più violento; festival metal-oriented a parte non si può suonare nel pub. In Germania, nel Regno Unito e in paesi dell’est come la Slovenia è un genere più sdoganato, quindi è stato più facile organizzare un tour retribuito.

E’ un genere estremamente interessante dal punto di vista della batteria, perchè ogni pezzo è più simile a un assolo di batteria.

Daniel Fasano

Per Daniel Fasano svolta arriva ai 20 anni

Oltre alla carriera musicale Daniel si stava costruendo anche un’alternativa, studiando al Politecnico di Torino, anche spinto dai genitori preoccupati per il futuro. Proprio lì si tenennero le audizioni per una band appena nata, i dARI che avevano già raggiunto MTV grazie al singolo Wale. Il loro batterista quando iniziarono a diventare famosi si tirò indietro lasciandoli con un tassello mancante.

Sono andato all’audizione da metallaro totalmente impreparato, ho suonato facendo un sacco di casino, però piacqui al loro manager per la mia attitude. Mi dissero di fare una seconda prova e di studiare i pezzi un po’ meglio. Da lì la vita è cambiata completamente: MTV, televisione, Arena di Verona e altre cose assurde. Ho vissuto il sogno di ogni ventenne senza pensare troppo al futuro.

Intorno al 2013 ci fu una crisi incredibile in ambito musicale, la casa discografica della band fallì, e anche i musical per i quali Daniel lavorava in quel periodo smisero di finanziare le band.

Di colpo quell’anno mi sono trovato senza concerti e senza lavoro come musicista, quindi ho dovuto trovare un altro lavoro. Per un po’ di tempo, fino ai 29 anni, ho alternato il lavoro di musicista con quello di tecnico della Apple. Comunque la mia idea era quella di mantenermi solamente con la musica. E ora ci sto riuscendo, suonando con personalità importanti come Shade, Irama e Gianna Nannini.

Daniel Fasano

Vedere tutto svanire, come è stato?

Tutta quell’ondata di Teen band, iniziata con i Finley e portata avanti dai dARI, dai Lost e tanti altri è stata proprio un’ondata. Ebbe un inizio e una fine. La musica è cambiata, è arrivata l’ondata più pop e indie. La band per vari motivi finì per sfaldarsi, i componenti iniziarono ad allontanarsi anche in forza del fatto che la domanda era calata.

In quel momento mi sono depresso, ero convinto di aver chiuso con il mondo musicale, per un anno non ho nemmeno più suonato la batteria, pensavo fosse finito il mio momento. Poi mi sono reso conto che, essenedo la mia passione più grande, era giusto per me impegnarmi e tornare a costruire il mio sogno di mantenermi solo con la musica.

Contrariamente a quello che si può pensare Daniel non ricevette delle proposte terminato il progetto con la band. Ci è sicuramente voluta molta forza per ripartire da zero. Passare dalla vita da ‘star’ al non aver più nulla come in un sogno.

Sono ripartito da zero investendo tanto sui social, registrando e montando video, una cosa che mi è sempre piaciuta. Grazie ad Apple ho imparato a usare Final cut e altri programmi… finiti i corsi iniziai a mettere video su Instagram.

Daniel Fasano

Un batterista digitale

La batteria è da sempre uno strumento old school, tuttavia il batterista si deve evolvere. Una cosa importante per il musicista 2.0 è sapersi registrare, saper usare il microfono.

Sono aspetti che mi hanno sempre affascinato, ho un sacco di microfoni. Li colleziono, mi affascinano come oggetti. Mettere i miei video online è una forma di espressione, compongo anche dei miei pezzi principalmente strumentali.

Grazie anche alla spinta dei social Daniel ha avuto modo di studiare l’idea di un album, che ha deciso di formare utilizzando il materiale che aveva condiviso sulle piattaforme. Instagram, anche per i musicisti, è diventato un lavoro, un modo per vendersi. Alla fine del 2018 ha fatto uscire il suo album, Groovemantic, che dopo poco tempo è arrivato secondo nella classifica di Spotify Jazz Italia. Instagram ha dato una nuova spinta alla sua carriera di musicista e lo ha anche rilanciato nel mondo musicale.

Daniel Fasano

Ho iniziato caricando video di cover, ho creato una sorta di vetrina per rendermi riconoscibile, taggando gli artisti di cui suonavo i pezzi. La maggior parte di questi video non ha avuto esito, ma due anni fa mi ha chiamato l’entourage di Shade dopo aver visto un video di una cover che ho fatto di una sua canzone. Questo mi ha permesso di re-inserirmi in questo mondo. Oltre a fare video, ho studiato come un matto, dopo il lavoro mangiavo e mi buttavo a studiare…

Daniel Fasano

Il segreto è stato quello di riuscire a trovare una connessione tra il digitale e l’old school della batteria. Le piattaforme sono, oramai, cruciali nella vita dei musicisti che devono anche sapersi registrare, riprende e vendere.

Lo dico sempre ai miei allievi, a volte meglio prendere una scheda audio che un piatto nuovo. A volte tengo anche lezioni di registazione perchè, magari, qualcuno di importante può vedere i video che ti fai e darti un’opportunità. Il batterista degli anni 2000 che suona nei pub sperando che qualcuno lo senta è una cosa andata.

Le lezioni online

Ovviamente suonare non garantisce sempre la possibilità di mantenersi, una grande parte del lavoro del musicista è l’insegnamento. Durante il lockdown, però, non è stato possibile incontrarsi nelle salette per svolgere le lezioni… Quindi hai fatto lezioni online?

Si, ma è una cosa che non ho mai fatto fino al lockdown, sono sempre stato contro alle lezioni online perchè ho sempre creduto nell’interazione. Insegno da 6 anni e ho sempre impostato le lezioni in studio in modo da avere la batteria microfonata, far suonare l’allievo e sentirsi bene. Tutto è impostato sull’interazione che via Skype o Zoom non si riesce ad avere. Riesco a far suonare ma non riesco a percepire bene i movimenti, il 99% degli allievi non ha la batteria microfonata, solo con l’audio del telefono. Per colpa del lockdown tanti non potevano recarsi in uno studio quindi ho fatto lezione con persone che utilizzavano le bacchette e il cuscino.

Anche Daniel, con l’arrivo del covid si è dovuto adattare, anche spinto dalle richieste dei suoi allievi che avevano tanto tempo a disposizione per studiare. Ovviamente è stato necessario aggiustare il tiro per ovviare alla mancanza della fisicità garantita dalla lezione reale.

Ho impostato le lezioni come delle dispense, davo il materiale, spiegavo e facevo vedere adattando la batteria per far sentire decentemente agli allievi quello che stavo facendo. Ho avuto tanta risposta, dopo la quarantena con i miei allievi soliti ho ricominciato le lezioni fisiche, però ho acquisito tanti allievi virtuali con i quali continuo a fare lezione online. Tuttavia questo tipo di lezioni sono più adatte alle persone che suonano già da un po’, un principiante è impossibile da istruire a distanza.

Al momento Daniel fa solo questo, quando ha compiuto 30 anni si è licenziato dalla Apple per dedicarsi completamente nella musica. Andando contro tutti si è lasciato alle spalle il posto fisso.

Fino al lockdown mi è andata bene, ora è un po’ un’incognita. C’erano in ballo un sacco di progetti grossi ma al momento è tutto fermo. Io suono dai palazzetti ai Pub, anche ai matrimoni perchè alla fine sono situazioni piacevoli!

Cosa consigli ai tuoi allievi che vivono l’ansia da palco scenico?

La batteria è uno strumento/muro, una coperta di Linus. Tuttavia il batterista ha un compito molto importante, se non va a tempo lui crolla tutto. Ciò che faccio io per tranquillizzarmi è riscaldarmi alla velocità del primo pezzo in scaletta. Se il primo è a 120 bpm mi scaldo facendo esercizi a quella velocità lì. Mi prepara psicologicamente all’inizio del concerto.

Daniel Fasano

E il futuro?

Nel futuro spero di continuare a vivere con la musica. Mi piacerebbe collaborare di nuovo con Shade perchè ho avuto modo di muovermi liberamente. Ho dovuto reinventare e riadattare la batteria, ho apprezzato tantissimo la libertà che mi hanno dato. Un artista con il quale non ho mai lavorato e con il quale mi piacerebbe collaborare è Vasco Rossi, so che tutti i rocker mi andranno contro. Nella sua band hanno preso parte artisti pazzeschi.

Alla fine il percorso di Daniel è di ispirazione, non si può avere successo in una cosa nella quale non si crede. Dobbiamo credere noi in prima persona ai nostri sogni.

Anche se non arrivi a sfondare, la passione è una di quelle cose che ti rimangono. Investire le proprie energie in una cosa nella quale si crede ripaga sempre, non rimarrai mai deluso.

Daniel Fasano
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