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DMX tribute in Monday Song

By Stefano Nappa
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DMX, uno dei più grandi rapper newyorkesi che abbia impugnato un microfono in seguito a una vita in strada, ci ha lasciati qualche giorno fa in seguito a un’overdose. Come spesso accade in America e non solo, alcuni bambini non vivono un’infanzia normale ma una vera e propria odissea. Giorno dopo giorno lo scopo di questi ragazzi non è andare a scuola e costruirsi un futuro ma sopravvivere.

Fin da piccolo DMX ha vissuto momenti difficilissimi da superare, parliamoci chiaro, pochi ce l’avrebbero fatta.

DMX soffre fin dalla sua nascita di asma bronchiale e passa maggior parte delle notti al pronto soccorso, ma questo è solo l’inizio considerando quello che lo aspetta. Cresce in una famiglia di Testimoni di Geova ma la madre con lui ha dei comportamenti per niente delicati.

Un esempio, quando era piccolo DMX venne investito da una macchina con al volante un uomo in stato di ebbrezza. La donna rifiutò i soldi dell’assicurazione per il figlio in quanto, secondo la dottrina che seguiva, bisognava essere autosufficienti, non richiedere aiuti. A questo fanatismo si aggiunge l’assenza del padre, scappato a Philadelphia, e gli abusi subiti da parte dei compagni della madre; a causa dei quali perse varie volte i denti e venne sfregiato in viso.

Per via della povertà, DMX, dormiva sul pavimento in compagnia di animali poco piacevoli, come topi e scarafaggi. Quando aveva cinque anni, la sua famiglia si stabilì nelle case popolari a Yonkers, New York. L’anno seguente, sua madre gli fece saltar via due denti con una scopa perché aveva innocentemente cancellato qualcosa dal suo taccuino. 

A scuola le cose non vanno meglio, lancia delle sedie agli insegnanti e finisce per pugnalare un bambino in faccia con una matita. All’età di sette anni, una zia lo fece ubriacare di vodka e lui rubò delle torte dal mercato, finendo in carcere per questo. Un’estate, sua madre lo chiuse a chiave nella sua camera da letto, permettendogli di uscire solo per i viaggi in bagno.  

DMX, alla fine della quinta elementare fu espulso dalla scuola ed entrò alla Julia Dyckman Andrus Children’s Home per 18 mesi. La madre lo abbandonò lì con l’inganno e lui incendiò la scuola quasi uccidendo un suo compagno.

Quando aveva 14 anni, iniziò a vivere per le strade di Yonkers per sfuggire agli abusi di sua madre, dormendo nei cestini dei vestiti dell’Esercito della Salvezza e facendo amicizia con i cani randagi.

Dopo qualche anno finì di nuovo in una casa famiglia dove stavolta le cose andarono un po’ meglio, forse ne aveva viste fin troppe per strade, come racconta nel suo futuro brano Slippin’.

Qui conobbe l’hip-hop che fu la sua salvezza, insieme agli altri studenti e a Ready Ron con cui iniziò a mettere in rima i suoi pensieri.

Come matricola nella scuola media di Yonkers era molto bravo nella letteratura ma ha sempre avuto bruttissimi voti e le presenze non superavano le 2-3 al mese. Per uscire dalla povertà, nonostante ora avesse almeno un letto dove dormire, optò per le rapine a mano armata.

Il suo primo furto fu una borsa a Yonkers che gli ha fruttato $1.000, usati per acquistare un nuovo collare di cuoio e una pettorina per il suo cane, e un paio di Timberland. Iniziò a frequentava la scuola solo per rapinare le persone per una media di 3 al giorno. Alla fine arrivò al furto d’auto.

Nell’arco della sua infanzia DMX è stato in prigione più di 30 volte per vari reati come: rapina, aggressione, furto d’auto, crudeltà verso gli animali, guida spericolata, guida sotto l’influenza di droghe; guida senza licenza, possesso di droga, violazione della libertà vigilata, mancato pagamento del mantenimento dei figli, truffa per essersi finto un agente federale ed evasione fiscale.

Inoltre DMX era anche padre di 15 figli avuti da 9 donne diverse. Per capire la sua vita bisogna prima capire e ascoltare la sua musica. La sua carriera iniziò nel 1991 quando iniziò a far girare per l’intera città di New York, dei mixtape dove rappava su delle strumentale e nel 1992 dopo l’elogio della prestigiosa rivista The Source firmò con la Columbia Records. Uno dei suoi brani intitolato Born Loser, svegliò qualsiasi musicista e non della grande mela e per poco non entrò in classifica.

Il suo album di debutto iniziò a registrarlo nel 1996 fino alla sua pubblicazione nel 1998 e nel mentre arriveranno molte collaborazioni. Apparì nei singoli di Mase – 24 Hrs. To Live Take What’s Yours, nel singolo dei LOX con Money, Power & Respect  e nel singolo di LL Cool J – 4, 3 , 2, 1.

Il suo singolo di debutto Get at Me Dog, su Def Jam Recordings fu certificato d’oro dopo nemmeno 5 giorni. Il suo primo album, It’s Dark and Hell Is Hot, che includeva il singolo Ruff Ryders ‘Anthem debuttò al numero uno della classifica Billboard 200. Nel mese di dicembre dello stesso anno pubblicò il suo secondo, Flesh of My Flesh, Blood of My Blood. Tornò di nuovo in cima alla classifica nella Billboard 200 ed è diventato multiplatino. 

L’anno dopo con … And Then There Was X , il 21 dicembre 1999 tornò alla numero uno della Billboard 200. Il suo singolo più popolare,  Party Up (Up in Here), è stato nominato ai Grammy Award per la migliore performance rap da solista del 2001. L’album certificato sei volte disco di platino fu nominato come miglior album rap ai Grammy Awards del 2001. Da qui in poi ogni disco che ha pubblicato è arrivato sempre alla numero uno della classifica Billboard 200. Storiche sono le date del tour insieme a Jay-z dal titolo Hard Knock Life.

DMX con il suo successo ha dato vita anche a molti artisti che hanno avuto un successo enorme nell’hip-hop come: EVE, Jadakiss, Swizz Beatz, Cassidy, Styles P, The LOX e molti altri. La sua musica ha plasmato generazioni intere di ragazzi che sono usciti come lui da mille difficoltà.

DMX ci lascia all’età 50 anni ma la sua musica non morirà mai e ci darà per sempre quella carica per superare qualsiasi tipo di difficoltà.

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