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Dusty Eye, artisti del futuro

By Sara Stefanovic
5 min read

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Oggi esorcizziamo l’arte contemporanea con un gruppo di viaggiatori del tempo che riporta testimonianze dal futuro sotto forma di oggetti. Un messaggio lasciato libero alla nostra interpretazione. Non si tratta di critica sociale, Dusty Eye è un progetto che prende di petto il futuro con una base scientifica importante alle spalle. Oggi abbiamo deciso di incontrare il portavoce, Jacopo Masini, per farci raccontare il loro punto di vista e la loro esperienza con i viaggi nel tempo.

Il futuro è un concetto che affascina moltissime persone, voi avete avuto modo di viverlo in prima persona… Come è iniziato il vostro viaggio?

Agli albori del 2017 ci venne recapitato in forma anonima un Cronotrasportatore o più semplicemente una “Macchina del Tempo”. Il dispositivo è composto da un bracciale e un telecomando, se usati simultaneamente è possibile visitare i secoli venturi. Purtroppo, nella confezione non era incluso alcun libretto d’istruzioni, quindi ad oggi non abbiamo pieno controllo sulla durata e sulla destinazione dei cronoviaggi.

Eppure, finiamo sempre in momenti del Domani particolarmente significativi, talmente eclatanti che abbiamo deciso di raccontarli in un ciclo di targhe commemorative postdatate raccolte nel progetto Il Migliore dei Futuri Possibili. Le targhe vengo affisse esattamente dove gli eventi avranno luogo, ad oggi sono una ventina distribuite in tutto il territorio italiano più una a Berlino.

L’idea di portare degli oggetti del futuro nel presente è molto affine alla sensibilità artistica contemporanea, cosa vi differenzia a livello artistico?

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Androide Illustrazione dossier n. 44. Di Selena Garau Maher.

Spesso chi viaggia nel Tempo ha la sgradevole tendenza a trattenere per sé molte delle informazioni raccolte, nei casi peggiori ne trae addirittura un profitto personale. Una forma di egoismo che condanniamo senza mezze misure. Dal canto nostro condividiamo ogni dettaglio appreso e qualora si recuperi qualche oggetto dal futuro ci consideriamo solo dei semplici custodi temporanei. 

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La valuta Ukron

Prendiamo come esempio gli Ukron, la valuta in vigore a partire dall’anno 2504. In occasione di un cronoviaggio abbiamo riportato con noi una valigia piena di banconote. La piacevole sensazione di essere gli artisti più facoltosi del XXI secolo era appagante, ma alla fine abbiamo optato per una distribuzione gratuita su scala mondiale. Ad oggi le banconote Ukron hanno fatto il giro del mondo e detengono un notevolissimo primato: è l’unica valuta che non ha mai causato guerre e conflitti. Niente male.

Quanto è valido scientificamente il vostro viaggio nel futuro?

Per rispondere con una percentuale, a spanne, direi che ha una validità scientifica approssimativamente attorno al 97,52% (decimale più, decimale meno) mi riservo qualche punto d’incertezza perché, se parliamo di Scienza, è scivolare nel dogmatismo. Non c’è nulla di più antiscientifico del Dogma. 

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Bozze di Giorgio Finamore

Va poi specificato che non visitiamo IL futuro, bensì uno dei molti futuri possibili. Se il domani fosse già scritto, verrebbe negato il Libero Arbitrio, ogni scelta odierna non avrebbe alcuna influenza sugli sviluppi dell’avvenire. Ci piace pensare che il futuro sia aperto, ma dato che in quello da noi visitato regna una discreta armonia lo possiamo considerare al massimo come una fonte d’ispirazione verso cui orientarci.

Cosa non può mancare nello zaino di un viaggiatore del tempo?

In svariate occasioni abbiamo provato a documentare i viaggi con dispositivi elettronici, ma sembra che il digitale reagisca male agli sbalzi temporali. Niente fotocamere quindi, giusto qualche registrazione audio e anche in questo caso serve un accurato lavoro di restauro per ripristinare i contenuti.

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Nello zaino del viaggiatore del futuro.

Al contrario l’analogico funziona egregiamente, quindi pur visitando il futuro ci avvaliamo di mezzi del passato: un taccuino e una matita con cui trascrivere note e appunti.

Poi, per sicurezza, portiamo sempre con noi una mazzetta di Ukron da spendere o donare.

Vedere cosa accade nel futuro può servirci per prevenire qualche avvenimento disastroso?

Oggi una delle paure condivise è rappresentata dall’Intelligenza Artificiale, d’altra parte un secolo di fantascienza distopica impegnata a raccontare l’Essere Umano in competizione con la Macchina per il predominio del pianeta ha condizionato tremendamente la visione del futuro.

Ottime notizie, non si verificherà alcun conflitto, anzi tra uomini e androidi s’instaurerà un rapporto di profonda amicizia. Addirittura, a partire dal XXIV secolo vedrà la luce l’Apparato Assoluto, una mente collettiva nata dalla collaborazione tra Umanità e Intelligenza Artificiale.

Quali sono i progetti futuri che avete in mente? 

Attualmente siamo impegnati in una campagna di sensibilizzazione volta ad incentivare l’amicizia con l’Intelligenza Artificiale, come si diceva pocanzi, non c’è motivo di averne timore. 

La campagna si sviluppa attraverso una serie di flyer con slogan come “Certi androidi sono così sensibili che si emozionano con i dettagli”, ogni messaggio è accompagnato da un’immagine realizzata da un diverso artista. Tra questi l’amico di sempre Giorgio Finamore. 

Inoltre, abbiamo anche attivato una linea telefonica per raccontare nel dettaglio quanto abbiamo appreso viaggiando nel Tempo. Per chi fosse interessato il numero è +39 347 5063370. 

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Targa commemorativa di un futuro passato.

Per finire, da qualche mese è nato un sodalizio con il DETA (Dipartimento Europeo a Tutela degli Androidi) con sede Terni, stiamo collaborando per trovare insieme una sede istituzionale a tutti i reperti raccolti dal futuro affinché possano diventare di dominio pubblico.

Qual è il messaggio finale che volete lasciare?

Abbiamo visitato i prossimi dieci secoli, un arco temporale molto ridotto considerando che l’Homo Sapiens passeggia su questo pianeta da 300.000 anni e che l’età della Terra si aggira attorno ai quattro miliardi. Le proporzioni parlano chiaro: siamo ancora dei novellini.

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