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Germania: un tranquillo week end di cultura

By Editorial Team
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Germania

Un viaggio nel cuore della Germania mentre il mondo era fermo. Nessuna gara di regolarità, nessuna corsa lungo le autostrade. Viali alberati, laghi, natura e cultura. Un viaggio spensierato lungo le strade di campagna della Germania, seguendo le orme romantiche dei poeti e dei pensatori tedeschi. Goethe, Fontane e Beethoven raggiunti a bordo di una Porsche Taycan. Come un barca a vela spinta dal vento, si scivola lungo le suggestive strade deserte della Germania, verso le grandi figure della storia, durante un presente che sta scrivendo la storia. Il nostro punto di partenza è il castello di Neuschwanstein, nella Baviera meridionale, mentre l’arrivo è Neuruppin, Brandeburgo, nell’estremo nord della Germania.

Porche Taycan è la compagnia perfetto per cullare i nostri pensieri mentre viaggiamo. Incontreremo Goethe e Schiller a Weimar; Fontane a Brandeburgo. Festeggeremo il 250° compleanno di Beethoven a Bonn, sul Reno. Poesia e musica danzeranno dentro le nostre teste.

Viaggeremo da sud a nord, da est a ovest. Seguendo il flusso della nostra coscienza a bordo della berlina sportiva completamente elettrica di Porsche. Esplorieremo le diversità della Germania. Il barocco che contrasta con le linee nette dello stile Bauhaus. I centri storici medievali, le cattedrali gotiche, il classicismo e la natura selvaggia. Il passaggio vicino ai confini offrirà uno sguardo alle vicine Austria, Polonia, Repubblica Ceca e Francia. Sarebbe stato bello raggiungere anche la Danimarca, ma la pandemia ha precluso il bellissimo paesaggio costiero del nord.

Una visita a Goethe, Schiller e Gropius

La casa con giardino di Goethe, dove l’illustre autore si stabilì nel 1776. Fu la sua prima casa a Weimar. Una pittoresca posizione nel Park an der Ilm, che reca la scritta Der Erlkönig (Il re degli Erl, N.d.R.), una ballata che rimane ancora oggi obbligatorio leggere nelle scuole tedesche. Anche la casa di Goethe a Frauenplan, dove morì nel 1832, può essere vista solo dall’esterno. Dall’altra parte, la fontana di Goethe gorgoglia, solitaria come mai prima d’ora, mentre uno coraggioso turingio griglia salsicce poco lontano.

A cinquecento metri di distanza, un monumento su Theaterplatz ricorda i grandi intellettuali della città. Così Goethe si trova accanto al suo contemporaneo Friedrich von Schiller. Der Zauberlehrling incontra Die Räuber. Queste figure letterarie di fama mondiale hanno dato forma a L’età d’oro di Weimar, seguita dall’Età dell’argento della città, che pone enfasi sulla musica, in particolare attraverso le opere di Franz Liszt e Richard Wagner, attorno al 1850.

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Durante il ventesimo secolo, Weimar definì di nuovo lo stile, quando fu fondata la Staatliches Bauhaus, nel 1919. L’idea di base dell’architetto Walter Gropius era liberare l’arte dall’industrializzazione e rilanciare l’artigianato. Seguì la forma funzione, il credo di questi pionieri della costruzione e del pensiero moderno. Un credo che rivoluzionerà l’architettura in tutto il mondo. L’ensemble classico di Weimar, gli edifici Bauhaus della stessa città, di Dessau e di Bernau, non per caso, sono patrimonio mondiale dell’UNESCO.

La Svizzera in Germania

Abbiamo potuto vedere la Frauenkirche di Dresda dall’alto. Ecco la deliziosa cittadina di Pirna lungo la strada per Dresda. Scopriamo che lo scrittore Theodor Fontane ha lavorato qui come assistente di un farmacista. Anche Goethe e Schiller sono immortalati nella capitale della Sassonia, insieme a sculture di altre figure letterarie del mondo di fronte al Semperoper. Il Teatro dell’Opera che, distrutto più volte, porta il nome del suo architetto, Gottfried Semper. L’Ifigenia in Tauride di Goethe è stata rappresentata proprio qui, come apertura ufficiale del Teatro nel 1878. Oggi, per il momento almeno, tutto tace.

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Fontane, figlio di un farmacista e uno dei principali rappresentanti del realismo poetico, è nato a nord-ovest di Berlino, a Neuruppin, Brandeburgo, nel 1819. Amava viaggiare ma, soprattutto quando si trovava in paesi lontani, amava altrettanto ricordare la sua terra natale, raccontandone i fiumi, i laghi, le dighe e le foreste. Il critico letterario e teatrale si riferiva alle numerose strade di campagna vicini a Brandeburgo e dell’Ovest della Pomerania. I boschi verdi e la loro densa chioma di foglie in estate sono stati la sua ispirazione.

La vicina Oderbruch, regione lungo il fiume Oder, che corre per circa sessanta chilometri al confine con la Polonia, è al centro del Wanderungen durch die Mark Brandenburg. La sua opera più famosa, Effi Briest, fu pubblicata nel 1896, due anni prima della sua morte. Gli sono state dedicate una pista ciclabile, presso la Casa Fontane a Bad Freienwalde, e un busto di bronzo di fronte alla farmacia del padre, a Letschin. Il vero nome di Fontane era Heinrich Theodor. Contrariamente al suo lavoro, però, il suo primo nome è caduto nell’oblio.

Compleanno a Bonn

Bonn sta celebrando Ludwig van Beethoven. Forse il più grande compositore di tutti i tempi è nato qui, vicino al fiume Reno, 250 anni fa. Un talento eccezionale, uno dei pianisti più dotati della storia. L’opera più famosa di Beethoven, quasi per tutti almeno, è la sua Quinta Sinfonia. Le prime quattro note sono una delle combinazioni più accattivanti della storia della musica classica.

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Beethoven, in quel periodo, aveva già problemi di udito. Era la fine degli anni venti, infatti, e divenne quasi sordo alla fine dei quaranta, solo vent’anni dopo. Non smise di comporre, però, ascoltando le note con i suoi occhi. Bonngasse 20, è l’indirizzo dove nacque. Oggi è un museo, dietro la sua facciata barocca in pietra. Gli edifici adiacenti ospitano, invece, la Sala da musica da camera e l’Archivio di Beethoven. Forse il compositore era seduto vicino alla finestra quando immortalò il famoso Inno alla gioia di Friedrich Schiller nel quarto movimento della sua nona Sinfonia, che l’Europa scelse come inno, due secoli dopo, nel 1972.

Il genio dalla chioma selvaggia amava viaggiare sulla vicina catena montuosa Siebengebirge, in particolare a Petersberg sul versante occidentale.

Anche qui, a 333 metri sul livello del mare, l’Hotel Petersberg ha accolto i più importanti capi di stato come ospiti: il presidente Dwight Eisenhower e l’ultimo imperatore di Abissinia, Haile Selassie; Leonid Brezhnev, allora segretario generale del PCUS, nonché successore Mikhail Gorbachev; la regina Elisabetta II e Bill Clinton; tutti, sicuramente, hanno osservato da quest’altezza il fiume che Heinrich Heine chiamò Padre Reno, nel suo poema epico satirico tedesco Una fiaba d’inverno, pubblicato nel 1844 in Germania. 

Questo fiume europeo percorre 1.233 chilometri. Precedentemente simbolo di separazione, ora irradia calma sicura; è la via navigabile che unisce i paesi limitrofi. Godiamoci questa vista surreale e sublime in silenzio.

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