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Stories - Life & Work Balance - Sustainability

Marco Russomando: «Noi di illimity ricerchiamo diversità e cambiamento»

By Tommaso Lavizzari
9 min read

Hack@MI, evento digitale legato a #STEMinTheCity 2020, prosegue con le proprie gare, tra cui quella di illimity, nonostante gli accadimenti legati alla pandemia di Covid-19 e alle conseguenze che stanno coinvolgendo tutto il mondo.

Per l’occasione, abbiamo incontrato virtualmente Marco Russomando, Head of Human Resources di illimity.

illimity è la banca ad alto tasso tecnologico guidata da Corrado Passera. É specializzata nel credito alle PMI e in servizi innovativi per la clientela retail attraverso la propria banca digitale diretta, illimitybank.com.

illimity è una realtà giovane, con poco più di un anno di vita; nasce come struttura aperta al cambiamento, fully digital e fully in cloud, ed è Partner di Hack@MI con una gara dal titolo: Milano zero emissioni.

Marco Russomando, durante i suoi vent’anni d’esperienza in ambienti multiculturali ha avuto la possibilità di costruire una visione completa rispetto a diverse attività. Un percorso professionale che lo rende il soggetto ideale per raccontare l’attuale mercato del lavoro in ambito STEM.

Come sono le condizioni del mercato del lavoro, oggi, nel settore Big Data, Machine Learning, I.A.?

L’intelligenza artificiale sta dando nuove forme al mondo del lavoro. Secondo la ricerca del World Economic Forum dal titolo The Future Jobs, le nuove tecnologie creeranno 58 milioni di posti di lavoro; ci aiuteranno a ridurre i costi e a massimizzare l’efficienza, liberando le persone – e in particolare le donne – da compiti poco qualificati e ripetitivi. 

In primo luogo, compito delle aziende è di investire nella formazione; preparare le proprie persone al cambiamento sviluppando le competenze richieste da un mondo in continua evoluzione; nella piena consapevolezza che il cosiddetto “tocco umano” non potrà mai essere sostituito. Perché se è vero che le decisioni strategiche sono tratte o rafforzate da dati numerici, è altrettanto corretto sottolineare la rilevanza delle analisi di contesto, che solo un modello di ragionamento ampio e non automatizzato può realizzare. 

In secondo luogo, un’azienda deve essere in grado di sfruttare le potenzialità del mercato in crescita dei Big Data Analytics, assumendo personale qualificato. Secondo il report pubblicato nel 2018 dall’Osservatorio Big Data Analytics & Business Intelligence della School of Management del Politecnico, tra le grandi aziende, il 46% ha già inserito in organico figure di Data Scientist; il 56% Data Analyst; il 42% Data Engineer; mentre le PMI – che illimity si propone di supportare – affrontano con maggiore difficoltà i cambiamenti richiesti.

Come si sta allineando illimity a questa evoluzione del mercato del lavoro?

illimity è una realtà giovane, pertanto nasce come struttura aperta al cambiamento, fully digital e fully in cloud. Nonostante questo, abbiamo inaugurato il 2020 con il nostro primo contratto integrativo che ha permesso di sottolineare l’attenzione verso il nucleo familiare; la conciliazione tra vita privata e lavorativa e la possibilità di continuare a imparare anche da adulti, «never stop learning».

L’obiettivo è quello di riconoscere e dare spazio al potenziale delle persone; il giusto valore al loro tempo, con soluzioni come quella dello Smart Working di cui stiamo facendo ampio utilizzo in queste settimane. Lo Smart Working non va, però, considerata come una misura di emergenza in antitesi con il lavoro in ufficio; bensì come un piccolo tassello di un cambio culturale enorme, a beneficio di tutti e in cui illimity vuole schierarsi in prima linea.

D’altronde, un CEO come Corrado Passera, che ha iniziato il proprio percorso professionale in una realtà simbolo del welfare aziendale quale Olivetti, non poteva che impegnarsi a costruire un ambiente dove le persone sentono di essere parte di qualcosa di grande, un progetto unico.

La selezione dei migliori talenti sul mercato si concentra su personalità e competenze con potenzialità future. Questo cambierà l’approccio tra illimity e i vostri candidati?

In illimity non siamo spaventati dalla diversità o dal cambiamento e, anzi, li ricerchiamo. Oggi siamo più di 350 persone. Uomini (58%) e donne (42%) con un’età media di 36 anni, provenienti da 16 Paesi e da oltre 160 diverse aziende dei settori più disparati. Insieme abbiamo dato vita a un ambiente che ha poco in comune con quello che ci si aspetta da una banca tradizionale; nella forma e nei contenuti.

La diversità culturale, anagrafica, di genere e di competenze non viene considerata un ostacolo ma uno straordinario fattore competitivo e la fonte di risposte e risultati sempre creativi e innovativi. In un contesto del genere, divengono fondamentali le soft skills di cui le nuove generazioni di lavoratori devono armarsi nell’affrontare un contesto in continua evoluzione.  Mi sento di dire che, al momento, la parola chiave è collaborazione; intergenerazionale e settoriale, tra persone che indubbiamente devono avere delle competenze solide – senza le quali la strada è tutta in salita – ma che sono disposte ad annaffiare e coltivare con altrettanta cura le doti interpersonali per sviluppare un mindset aperto. 

Quali azioni implementari state applicando per creare una relazione più aperta tra voi e i talenti che cercate per creare un team di riferimento?

Per trasformare la rivoluzione digitale in corso in un fattore a proprio vantaggio, la funzione HR di illimity è impegnata a valorizzare lo spirito da startupper e di grande collaborazione degli illimiters. Siamo la prima banca italiana nata in cloud e con un modello di business completamente digitale. illimity lavora attraverso un ecosistema organizzativo semplice, aperto e ingaggiante dove il potenziale dei singoli riesce a convergere in una performance collettiva superiore; nella consapevolezza che il capitale umano è l’unico in grado di accendere la scintilla della disruption. Ricerchiamo proattivamente persone con potenzialità dando visibilità a job offering sul web; collaborando con le Università e, come in questo caso, partecipando a giornate di recruiting in cui desideriamo non solo incontrare nuovi talenti ma anche raccontare i nostri progetti presenti e futuri.

Consideriamo in parte il candidato come un cliente con cui stabilire una relazione di lungo periodo; dal quale avere dei feedback sul nostro operato, secondo una logica di give back. L’andare oltre è parte integrante del nostro modello di business. Si rispecchia nel nostro modo di individuare e reclutare nuove risorse. Il nome illimiter nasce per indicare chi – dentro e fuori illimity – condivide i nostri stessi valori; non si ferma davanti ai pregiudizi e supera gli ostacoli.

Il mutamento dei processi economici dovuti principalmente alla globalizzazione ha costretto a una riformulazione del concetto di innovazione: che vantaggi offre l’Open Innovation?

A settembre abbiamo lanciato illimitybank.com, la banca diretta digitale del Gruppo illimity. É progettata su un sistema aperto e in cloud; tramite API (Application Programming Interface) e in conformità con la PSD2 (Payment Services Directive 2), si possono aggregare servizi e prodotti realizzati anche da terze parti. In questo modo, illimitybank.com sfrutta il meglio il sistema fintech. É, infatti, in grado di esprimere non solo conti e pagamenti, ma anche mutui, assicurazioni, carte, prestiti e altri servizi annessi. Il messaggio è chiaro: se il settore bancario continuerà a evolvere, illimity sarà pronta ad accoglierne le sfide.

Quali vantaggi offre un evento come Hack@Mi dal punto di vista della comunicazione per avvicinare il mondo STEM alla quotidianità?

illimity ha deciso di partecipare ad Hack@Mi perché condivide con Open Search Network e il Comune di Milano la convinzione che la tecnologia, se sfruttata in modo intelligente, possa e debba essere il principale veicolo per la diffusione di idee innovative; per la creazione di consapevolezza rispetto alla necessità impellente di uno sviluppo e uno stile di vita sostenibili.

Quindi è utile un hackathon che permette ad aziende e candidati di confrontarsi su problemi concreti?

L’hackathon è, da un lato, una grande opportunità per i più giovani per far ascoltare il proprio punto di vista; far arrivare le proprie idee e convinzioni agli esperti del settore e dare un personale piccolo contributo al benessere della società. Dall’altro, le aziende hanno l’occasione di arricchirsi con proposte concrete e una visione del mondo diversa perché non ancora appesantita dalle dinamiche del mondo del lavoro. Infine, la scelta di inserire la competizione all’interno della più ampia iniziativa #StemInTheCIty la rendono un’ottima cassa di risonanza per i percorsi professionali – e quindi anche di studio – nelle materie STEM oggi altamente richiesti ma in cui, in Italia, è impegnato un numero non sufficiente di professionisti e, in particolare, di professioniste.

Secondo l’Osservatorio Talents Venture, nel nostro Paese, nell’anno accademico 2017-2018, il 18% del totale delle donne iscritte alle università frequenta un corso STEM. Un numero esiguo ma che, di fatto, rappresenta il dato più alto degli ultimi 10 anni. Considero l’impegno di Hack@Mi nell’avvicinare le materie STEM alla quotidianità un eccezionale servizio a vantaggio di tutti con una strategia vincente per il quantitativo di persone che riesce a coinvolgere e la chiarezza dei messaggi veicolati e, pertanto, spero venga presto replicato in altre città.

Sempre in riferimento ad Hack@MI, affiancare profili STEM a soggetti di formazione umanistica che vantaggio può portare a un team di lavoro?

Mi ha particolarmente incuriosito ed entusiasmato la scelta di individuare delle challenge non strettamente dedicate al mondo STEM ma in cui viene incentivata la collaborazione tra profili di questo tipo e altri con competenze umanistiche.

Una decisione che ritengo efficace nel dimostrare che non esistono settori o ruoli “più importanti o utili” di altri ma che risultati efficaci possono essere raggiunti solo attraverso il giusto mix di conoscenze e attitudini complementari. Il motivo per cui oggi le istituzioni sentono il dovere di dare maggiore spazio alle materie STEM è che, per troppi anni, i bias culturali hanno impedito alle donne di avere le stesse opportunità lavorative dei colleghi – in questi settori ancora più che negli altri – e, quindi, le hanno sempre più scoraggiate nell’intraprendere percorsi di studio e di formazione attinenti.

Questa tendenza, oggi, è entrata in collisione con una sempre maggiore richiesta di profili STEM da parte delle aziende che, al contrario, rendono questi settori il terreno più fertile per l’empowerment femminile, che riuscirà a emergere se saremo in grado di scrollarci di dosso pregiudizi poco fondati ma ben radicati.

Il tema di Hack@MI è il Futuro Sostenibile, che cosa rende una città Smart?

Il concetto di Smart City va oltre l’idea di una città digitale, mettendo l’accento sulla centralità del capitale sociale: si realizza quando gli investimenti in capitale umano e nelle infrastrutture sono indirizzati verso uno sviluppo economico sostenibile, adatto a garantire una elevata qualità della vita per tutti i cittadini.

Ecco che in quest’ottica la tecnologia si viene a configurare non come un obiettivo ma come un valido alleato, di cui anche illimity si avvale grazie alla natura di banca smart native: oggi i pagamenti digitali rappresentano un reale motore di innovazione per le smart city perché ridefiniscono il rapporto tra città e servizi pubblici e incidono sulla user experience di una pluralità di ambiti. L’obiettivo della banca di nuovo paradigma è promuovere una sostenibilità sociale, ambientale ed economica per contribuire al benessere del proprio Paese attraverso l’adozione di un modello di business che ha come filo conduttore il bene della collettività di cui siamo parte.

Written by
Tommaso Lavizzari
Tommaso Lavizzari. Giornalista freelance, autore e content creator. É stato direttore di Sport Tribune e Soccer Illustrated. SI occupa di sport e lifestyle per vari magazine, quotidiani, radio e tv. Crea contenuti editoriali per diversi brand e aziende. Ha pubblicato con Francesco Aldo Fiorentino "SURF. Un mercoledì da leoni 40 anni dopo" per Mondadori Electa.
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