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Food & Beverage

Il ristorante immersivo: cibare la fantasia

By Monica Camozzi
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Nel ristorante immersivo il food è solo una parte dell’esperienza.

Immaginate di cliccare su una tovaglietta di carta e si sentirvi proiettare  su un peschereccio. Bello, vero? Può succedere di tutto nei ristoranti immersivi, ovvero quelli che vanno ben oltre il cibo. Usano app o supporti di  realtà aumentata per trascinarvi in mare aperto, nel bel mezzo di un menu animato. Per farvi sentire il sapore di un cibo prima che sia arrivato a tavola. 

Vivo: un viaggio dalle onde alla padella

Vivo è un vero ristorante immersivo. Nato da pescatori di Capalbio che decidono, dopo 40 anni in mare, di portare il pesce in tavola con ricette semplici, genuine, ma con un valore aggiunto. Far sperimentare al cliente cosa significa pescare! Come? Con una app.

Basta  inquadrare la tovaglietta con lo smartphone e un video trasformerà lo “spettatore” in pescatore. E lo porterà in mare, su un peschereccio, a seguire i pescatori che escono in mare di notte. Gli esperti che smistano il pesce appena pescato. La frenesia del mercato. E infine, il prodotto sulla tavola che si può quasi respirare nei suoi aromi.  

Il pesce è sincero, non vuole essere tradito da condimenti o preparazioni troppo sofisticate. Siamo specialisti del prodotto di qualità e nel servizio mettiamo la stessa passione di quando usciamo con i pescherecci in mare, ogni giorno.

Maurizio Manno

Il ristorante immersivo non è solo un’esperienza food. Racconta l’attenzione alla sostenibilità della pesca, l’importanza della filiera corta, la cura del mare fino all’arrivo in cucina. Vivo si trova a Capalbio, a Milano, Firenze e ora anche a Parma.

Il ristorante immersivo ha i tavoli interattivi

Ordinare, giocare a carte, navigare sul web. Ma anche giocare insieme agli altri ospiti. Il Max à Table, a Bordeaux,  è davvero un luogo di intrattenimento. E ci dimostra che si sta andando molto al di là del food. Che l’esperienza del cibo è ormai estesa a ogni codice sensoriale.  Si tratta di un vero e proprio bistrot connesso, con tavoli digitali al posto del solito desco. Ma nulla inficia la qualità, anzi! Specialità francesi, carne selezionata, menu vegetariano, pietanze senza glutine. I tavoli digitali consentono di ordinare, di condividere sui social e di  fare qualsiasi cosa vi diverta. 

Un mondo già esplorato da Inamo a Londra

People playing Mario Cars at Inamo

La catena Inamo è già un cult. Anche qui, il ristorante interattivo si focalizza sugli  schermi digitali dei tavoli. E su un’offerta culinaria  thai, giapponese, cinese, coreana, compreso il sushi fresco. L’orientamento è al gioco infatti ci sono delle vere e proprie game rooms. 

Non a caso la catena grazie a loro  ha vinto l’Innovator award 2019 per il miglio uso della tecnologia. Nel ristorante di Soho c’è una scelta di oltre 150 giochi con simulazioni che includono  8 giocatori alla volta. Si trovano anche le Atari gold con giochi retro, Chromecast e Apple tv. Si può cantare,  giocare, mangiare degustando ottime specialità asiatiche e dessert, accompagnati da un flut all’arrivo.  I tablet, invece, permettono di controllare lo stato di preparazione del vostro ordine. Ma altresì di navigare in internet, recensire le portate e  postare contenuti sui social. Non a caso è la tappa preferita dei foogdblogger. Molti entrano anche solo per sorseggiare un drink.

A Ibiza c’è  il ristorante immersivo top di gamma

A Ibiza, lo chef stellato Paco Roncero ha aperto Sublimotion. Uno dei ristoranti immersivi più emozionali d’Europa. C’è un unico tavolo al centro della sala bianca, per 12 convitati. Qui, prima di degustare, si indossano un paio di occhiali Samsung Gear VR e si vivono esperienze immersive. Le pareti si animano con scenari spettacolari. Prendono vita, portandovi su picchi montani, fra le frasche di boschi. Potrete aprire scatole magiche e sperimentare la fantasia che diventa realtà. Mangerete insieme a delfini che vi vengono inconto, fra campi arati. 

Al momento della cena nessun accessorio. Le pareti bianche prenderanno vita con proiezioni di scenari spettacolari, come mangiare in un bosco o su una montagna innevata. L’arredamento sarà controllato da un operatore che “vigilerà” sugli ospiti e cambierà l’illuminazione e le scenografie sulla base della cena, per coordinare con il primo assaggio di una portata, o l’approssimarsi di una nuova. Ogni ambientazione sarà governata dallo chef, che quindi farà da “regista” per il film che ogni ospite si “gusterà” al proprio tavolo.  Il posto non è a buon mercato! In fondo si tratta di un’esperienza unica. 

Non è un ristorante immersivo ma si ordina a distanza! 

Un ristorante senza camerieri. Perché si ordina da casa attraverso una app. E si sceglie l’orario in cui recarsi sul luogo a mangiare. Si paga online e si va da Data Kitchen, a Berlino. Un Food wall vi attende per segnalarvi lo stato della vostra ordinazione. I piatti sono creati dallo chef Heinze Gindullis, che in Germania è molto famoso. E il locale si trova dentro Data Space, una multinazionale tedesca che si occupa di nuove tecnologie. 

Il 2020 sarà l’anno dei food & beverage, tante novità e soluzioni innovative pensate per il consumatore finale e che siano in grado di rendere più interattivo il rapporto tra pubblico e azienda creando un legame innovativo che vuole raccontare una storia.

Leonardo Tosoni, Art Director  Skylab Studios 

Written by
Monica Camozzi
Giornalista da 25 anni, copywriter, storyteller, appassionata di avventure imprenditoriali e di nuove sfide.
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