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La Scala Airbnb e La Gazza Ladra

By Monica Camozzi
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La Scala era il tempo della Lirica ma i palchi venivano affittati come una casa su Airbnb. E si giocava d’azzardo!

Il primo teatro al mondo a essere illuminato con luce elettrica. La Scala è un posto magico, dove prima degli spettacoli, nell’800, si giocava d’azzardo: le 700 sedute della platea erano mobili ed erano stato concepite per lasciare spazio al gioco. Pare che anche Alessandro Manzoni fosse caduto nel gorgo di un particolarissimo gioco a carte in uso presso la nobiltà e i borghesi che frequentavano la Scala. E a proposito di borghesi, la consuetudine di prendere in affitto i palchi come una sorta di airbnb si diffuse in pieno 800! C’erano ben 155 palchi ed era imperativo averne uno per chiunque volesse lasciare il segno nella vita di Milano. La storia della Scala va ben oltre i nomi leggendari della lirica e del cinema, La Callas, Luchino Visconti, Arturo Toscanini…fra queste mura è successo di tutto.

Roberto Bolle e Nicoletta Manni

La Scala, i 1223 proprietari che la mettevano a reddito come un airbnb e i rivoluzionari

I palchi della Scala erano dei nobili. Del resto il nome del teatro è quello di Beatrice Regina della Scala, discendente di una antica dinastia veronese.  Ma fu Maria Teresa d’Austria a volere l’edificio. Il teatro dei milanesi, il Regio Ducale, aveva preso fuoco nel 1976.

La Scala

L’imperatrice austriaca ordinò la costruzione del nuovo teatro, che venne inaugurato il 3 agosto del 1778. Quando iniziò la costruzione, dalle fondamenta emerse l’immagine di un mimo dell’antica Roma, Pilade. E fu considerato un ottimo auspicio! Perché in effetti la Scala è sempre stato un potente catalizzatore della vita milanese. Al punto che gli stessi nobili affittavano i palchi come una casa su airbnb. E qui non si ascoltava solo musica, si giocava d’azzardo, si ballava, si cospirava! I patrioti Silvio Pellico e Piero Maroncelli erano spesso ospiti del terzo palco, Alessandro Manzoni era al 13, Ugo Foscolo al 7, Pietro Verri al 16.

Brooke Shields, Franco Zeffirelli, 1981

Il punto Callas, Verdi e la Gazza ladra

Maria Callas fa parte della mitologia della Scala. Indimenticabile la performance nei panni di Violetta ne La Traviata del 1955, per la regia di Luchino Visconti. Tanto da creare il cosiddetto “punto Callas”, un punto del palcoscenico da cui la sua voce poteva essere udita in ogni parte del teatro.  

Sul palco c'era il Punto Callas

Ma fu Giuseppe Verdi il compositore più acclamato in assoluto. Il suo Nabucco nel 1842 fu un trionfo e il coro del Va pensiero divenne il simbolo della liberazione spirituale e fisica nella Milano anti asburgica. I milanesi erano talmente affezionati a Verdi che deposero del fieno davanti all’albergo che lo ospitava, il Grand Hotel et de Milan, perché le carrozze passando non facessero rumore e non disturbassero il suo riposo.

La distruzione durante la guerra

Per gli aristocratici avere un palco era come essere proiettati nell’empireo della socialità: per questo, prima ne disposero come un palcoscenico nel palcoscenico e poi li affittarono come si fa su airbnb. Ognuno arredava il palco a suo piacimento ma rimase famoso il numero 13, interamente tappezzato di specchi, forse per spiare ogni angolo del teatro.

Le prime luci elettriche e lo schiaffo fascista

Durante la notte di Santo Stefano del 1883, per la prima de la Gioconda, 2450 lampadine elettriche furono accese alla centrale Edison di Santa Radegonda. La Scala era il primo teatro al mondo illuminato dall’elettricità! Ma nemmeno il tempio della lirica fu immune da pressioni politiche e guai. A trarre profitto dalla Scala non erano solo i nobili che affittavano i palchi come moderni Airbnb.

Il debutto di Abbado nel marzo del 1965

La ditta Ricordi aveva gli uffici a sud del teatro e aveva il monopolio degli spartiti musicali. Quindi non suonava  corda che Ricordi non volesse! Inoltre nel 1897 i socialisti fecero tali pressioni da causare la chiusura della Scala: fu riaperta grazie ai finanziamenti di Guido Visconti di Modrone. Il famoso maestro Arturo Toscanini che la aveva diretta, se ne andò a New York durante la crisi e tornò in Italia tempo dopo ma, schiaffeggiato dai fascisti davanti al teatro comunale di Bologna dopo essersi rifiutato di eseguire Giovinezza, lasciò il paese nel 1931.

Il ritorno di Toscanini e la Gazza ladra. La scala non è più l’airbnb dei nobili ed entra nel mito

Il 6 agosto del 1943 Milano viene colpita da un bombardamento e crollano il tetto, la volta, i palchi, i magazzini dei costumi, le sale di studio del coro e di ballo e i laboratori scenici. Dopo la ricostruzione, nel ’46, torna Toscanini con lo spettacolo della Rinascita. Era la Gazza ladra, messa in scena l’11maggio del ’46. Nel teatro erano presenti 5mila persone e diverse migliaia in piazza della Scala e nelle vie adiacenti.

Alessandra Ferri e Maurizio Bellezza per il Lago dei Cigni

La volete visitare? Aprite Street View!

Passeggiare alla Scala virtualmente si può. Basta aprire Street View: potete salire sul palco insieme a una ètoile dell’Opera, assistere a un balletto dal Palco Reale o curiosare nel laboratorio  dove gli artigiani creano i circa mille costumi annui.

Gioacchino Starace, Chiara Fiandra

Oltre a scenografie meravigliose. Grazie ad Art Camera si possono ingrandire tutti i dettagli: d esempio si possono osservare da vicino alcuni abiti indossato dalla Callas,  in broccato avorio,  cabochon  dorati, velluto nero e pietre a specchio color rubino.

Scenografie grandiose

A disposizione, il primo libretto del Nabucco di Giuseppe Verdi, le pagine degli spartiti di Turandot, incontri “ravvicinati” con gli artisti che hanno contribuito a creare il mito, come Giorgio de Chirico e David Hockney. Una curiosità: il famoso lampadario centrale non è di cristalli veri, pesavano troppo. È fatto di plastica! Ma per pulirlo sono necessari 20 giorni, data la dimensione!

Il lampadario centrale è di plastica!
Written by
Monica Camozzi
Giornalista da 25 anni, copywriter, storyteller, appassionata di avventure imprenditoriali e di nuove sfide.
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