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Le foto di Letizia Toscano e il suo backpack

By Stefano Nappa
4 min read

Le foto sono probabilmente l’essenza di un digital nomads creativo. Che tu sia uno scrittore o un musicista o un artista, lo scatto di un paesaggio o di un soggetto è la sensazione più bella che può esser custodita nella tua mente.

Letizia Toscano è una fotografa italiana sempre in continuo movimento, i suoi scatti partiti da Torino sono arrivati a Milano passando per Marrakech e Dubai.

L’abbiamo incontrata nel suo studio tra le foto e oggetti vintage da collezione.

Quando ti sei innamorata per la prima volta della fotografia? 

Domanda difficile… in fondo mi innamoro ogni giorno, mastico immagini che mi stimolano a fare o a pensare sempre qualcosa di nuovo. Un momento preciso però lo trovo sicurmante in quando ricevetti 14 anni fa la mia prima reflex in regalo, da lì in poi mi ricordo che non smisi mai un attimo di fotografare.

Iniziai ad appassinoarmi all’architettura poi incominciai a fotografare i miei amici, vestivo le mie amiche o le svestivo e le fotografavo in mille pose e contesti diversi.

Torino, Milano e così via… per un fotografo la staticità dei luoghi è un colpo al cuore, ma la tua arte ha mai avuto un posto dove si è sentita a casa? 

Sono Torinese dalla nascita ma due anni fa un giorno davanti allo specchio mi sono detta: «devo cambiare qualcosa!». Ho preso me e le mie macchine fotografiche, mi sono trasferita a Milano senza mai lasciare la mia città.

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I chilometri non sono molti tra queste due città eppure su certi aspetti sono molto lontane.

Ogni giorno qui a Milano hai un sacco di stimoli nuovi, non ci sono mai momenti di stop creativi, persino nel lockdown nazionale la creatività non si è mai fermata. Qui mi sento bene, la mia fotografia però per scelta non vuole avere confini o restare ferma tra quattro mura.

Quali sono gli oggetti che non possono mancare all’interno del tuo zaino? 

Viaggio sempre carica, di spirito e di zaino ma indubbiamente dentro di esso non possono mancare: una reflex con obiettivi fissi, una compatta che tengo sempre in tasca quando non porto con me lo zaino;

una macchina analogica, perchè ultimamente mi piace sperimentare anche su quel fronte; il Macbook che mi serve per potere visionare le fotografie appena realizzate e editarle all’occorrenza e Ubfube l’agenda che per me diventa anche un diario di bordo.

Lo scatto più bello che hai eseguito fin ora? 

Io muto dentro ogni giorno, anche se il mio stile rimane sempre lo stesso è facile che quello scattato di ieri, oggi sia già molto vecchio per me. Uno degli scatti più belli è una fotografia immortalata per un concorso dove ho ritratto una donna che allatta suo figlio. Uno scatto armonico, dolce affettuoso, distante anche dal genere di fotografia di cui mi occupo. Ma è uno scatto che non mi stufa mai.

Qual è il momento preciso o l’episodio che ti ha dato la forza per diventare da semplice appassionata a l’artista che sei? 

Ci sono due episodi nella mia vita, che come uno sliding doors mi hanno indicato la “retta via”, mi ricordo che facevo fotografie che pubblicavo su di un portale fotografico famoso in quei anni, circa 12 anni fa. Un giorno, incontrai un mio ex compagno di scuola che faceva il truccatore in questo studio fotografico, mi disse che aveva visto le mie foto e che gli sarebbe piaciuto collaborare.

Da lì sono entrata in questo studio e ho iniziato a fare l’assistente per svariati fotografi presenti, ovviamente mi si era aperto un mondo che sarebbe diventato da lì a poco la mia vita.

Il secondo, invece, 3 anni fa quando una sera uscita con una mia amica ci ritrovammo casualmente all’evento di THE RIDERS, dove conobbi Toni Thorimbert e mi parlò di un workshop che sarebbe partito da lì a poco e decisi di seguirlo. Mi ricordo che il mio modo di pensare e di scattare venne rivoluzionato dai suoi consigli. Si crearono sinergie con altri colleghi e lo ringrazierò per sempre, perchè gran merito lo devo a lui. Mi diede la spinta a cambiare.

Come e dove ti vedi tra 5 anni?

Vivo molto nel qui ed ora.
Non riesco ad immaginarmi tra 5 anni sicuramente… so che mi piacerebbe avere dei miei set sempre più popolati di gente, con molte persone che collaborano per un unico scopo, confrontandosi tra loro.
A tal proposito sto mettendo le basi per un nuovo editoriale che trae spunto da un film in particolare con prioiezioni, disegni…

Che film?

Non posso svelare altro.
In seconda battuta presto aprirò una nuova pagina instagram dedicata a foto di tipo still life, campo che ultimante mi appassiona in modo particolare oltre al mio.

Quindi dobbiamo tenere l’icona aperta sul tuo profilo?

Si, seguitemi se volete sapere come va’ a finire.

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