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Make Grappa Great Again con Rossi d’Angera

By Editorial Team
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Dalle ricette di famiglia più antiche; dagli strumenti e dai macchinari storici; Rossi d’Angera accompagna la grappa nel suo nuovo Millennio. Ambasciatrice nel mondo di un’arte antica e del celebre distillato, sempre più presente nei cocktail bar internazionali. Profumi affascinanti e procedimenti complessi, sapori nuovi e strumenti antichi. Questa è la storia della grappa. Dell’evoluzione che nei decenni l’ha resa pregiato distillato da degustazione e meditazione; ingrediente per la mixology più contemporanea e ambizione per i bartender del mondo.

Rossi d’Angera, una storia lunga oltre 170 anni

Una storia che Rossi D’Angera custodisce, dal 1847, con sapienza, tradizione, strumenti e ricette di famiglia; facendosi portavoce nel mondo della cultura e dell’arte della Grappa. Nasce 174 anni fa per un’eccedenza nel raccolto vinicolo che convince Bernardo Rossi a costruire le prime botti, apprendendo l’arte del grappaiolo.

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Da allora il mercato e il consumatore ideale si sono evoluti. La Rossi d’Angera, anche. Ha intercettato sempre più le nuove occasioni di consumo. Ha coinvolto bartender e mixologist di tutta Italia e facendo evolvere le sue grappe in intensità, profumi e sfumature diverse.

Grappa: protagonista di signature drinks

Una seconda Età dell’oro per il distillato principe italiano, che da semplice dopo pasto si trasforma in protagonista indiscusso di signature drinks; enoteche e cocktail bar del mondo. Una versatilità, quella delle grappe Rossi d’Angera, che proviene anche da sapori, profumi e materie prime scelte direttamente dal territorio del basso Lago Maggiore; lavorate con tecniche tradizionali e naturali, tramandate e in parte innovate.

Una produzione che vede oggi 17 etichette di grappe tra le giovani e quelle invecchiate nelle barrique. Comune denominatore una lavorazione lenta e delicata, per estrarre tutte le sfumature dalle uve del territorio. Da nebbiolo a barbera, da vespolina a croatina, uva rara, per arrivare a bussanello, merlot e chardonnay.

Alla guida Arturo Rossi. Quinta generazione della famiglia a curare la distillazione in tutti i suoi passaggi. Dalla scelta delle vinacce usate fresche, alla distillazione con caldaiette a passaggio di vapore; dai tagli di teste e code a mano al controllo delle temperature. Segreti che la Rossi d’Angera tramanda di padre in figlio dal 1847.

Rossi d’Angera: visionari, lungimiranti, precursori

I Rossi precursori delle grappe morbide e gentili; visionari e lungimiranti, hanno anticipato per primi i gusti del nuovo mercato. Da sempre la lavorazione lenta e delicata, quasi naturale, della vinaccia; come l’utilizzo dei primi macchinari come il distillatore Ergot e delle caldaiette a vapore; hanno permesso a Rossi d’Angera di essere una vera e propria visionaria nell’arte della Grappa. Tra le curiosità che la Rossi d’Angera custodisce è la macchina contalitri. Un misuratore fiscale prodotto dalla Siemens & Co. di Charlottenburg (Berlino) nel corso del XIX secolo. Era utilizzato per conteggiare le quantità di prodotto distillato e controllare le gradazioni dello stesso. 

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Precursori nell’affinamento, da sempre impegnata nella diffusione della cultura del bere bene. Sono gli anni ’20, infatti, quando i Rossi iniziano a produrre grappe invecchiate dai 3 ai 5 anni. Precedono non solo una moda ma anche una modalità tutta nuova di distillare a favore di grappe più gentili, più morbide; nel tempo, sempre più apprezzate dal nuovo pubblico.

150 mila bottiglie in tutto il mondo

Guidata da Arturo Rossi, erede diretto dei fondatori, e dal figlio Nicola, Rossi d’Angera può vantare una tiratura di 150 mila bottiglie all’anno di altissima qualità. Sono suddivise tra grappe, gin, bitter, vermouth, amari e altri liquori distribuiti per la maggior parte in Italia. In parte minore, circa il 20%, la produzione raggiunge Germania, Belgio, Spagna, Svizzera, Inghilterra, Austria, Canada e Nord America e Australia.

«Con le vinacce di Angera, Taino, Barza, Capronno, Ranco, Morazzone e Golasecca si ottiene la grappa di Angera. É molto aromatica perché le vinacce provengono da uve fruttate. I vitigni sono quelli classici della Prealpi: nebbiolo, chardonnay, vespolina, merlot, croatina».

Arturo Rossi Presidente e Mastro Distillatore della Rossi

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La famiglia Rossi ha raggiunto una maturazione e un’affermazione riconosciuta in tutto il mondo. Sono 17, ormai, le etichette tra grappe più giovani e gentili. La Trailaghi, ottenuta da vinacce bianche Chardonnay distillate in purezza. Le più invecchiate, anche per di 20 anni, tra cui la punta di diamante è Altana del Borgo 1988. Una grappa millesimata affinata in legni diversi di Allier, Limousin e Tronçais. La Riserva Personale è la grappa più rappresentativa dei Rossi. Ottenuta da una ricetta originale, tramandata da generazioni.

Si ottiene da pregiate uve Nebbiolo e Dolcetto e invecchia per oltre 5 anni nelle botti di Rovere di Slavonia. C’è poi la linea Amandola, affinata 18 mesi in barriques di Allier e Lomousin di media tostatura. Questo è sufficiente per renderla morbida e carezzevole sia nella versione con sole uve Nebbiolo che in quella da vinacce di Moscato d’Asti. Di alcune di queste, la famiglia Rossi conserva ancora in Distilleria annate storiche, preziosi cimeli custoditi con cura. 

L’evoluzione della grappa

Diffondere la versatilità e la cultura della grappa nel mondo, attraverso i Brand Ambassador Rossi d’Angera. Milano, Roma, California: ecco da dove vengono i primi tre Brand Ambassador della Rossi d’Angera. Tre personalità riconosciute nel panorama mixology contemporaneo e apprezzate per ingegno e creatività. Sono già all’opera per diffondere nelle loro città cultura ed esperienza Rossi d’Angera con nuove ricette dedicate.

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«Anche la grappa ha buone performance nelle miscelazioni. Deve comunque avere un bouquet gentile e profumato, per cui le grappe da vitigni come il Moscato, lo Chardonnay, la Malvasia; oltre a qualche invecchiata morbida, possono sostituire whisky, rum o tequila, dando ai cocktail qualcosa in più».

Arturo Rossi Presidente e Mastro Distillatore della Rossi
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Marco Rociola del The Spirit di Milano; Massimo Stronati dell’Ettan Restaurant in California; Alessio Giovannesi del Baccano Roma; sono all’opera per raccontare, attraverso signature drinks inediti, la storia ed evoluzione della grappa nel mondo mixology. Dink come il C’Est La Vie di Giovannesi, con la grappa Amandola Moscato d’Asti, accentuata da un centrifugato di uva acidificato; per bilanciare il tutto il Bitter Rossi d’Angera. Un long drink fresco che mette in primo piano il distillato, esaltandolo. 

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