Manifesto


Più libri leggevo, più mi convincevo che i nomadi erano stati il motore della storia

Bruce Chatwin, scrittore e viaggiatore britannico

Digital Nomads

I Digital Nomads sono individui che usano le tecnologie delle telecomunicazioni per guada-gnarsi da vivere e, più in generale, condurre la propria vita in modo nomade; che si tratti di muoversi all’interno di una stessa città oppure di spostarsi per le smart cities del mondo. Gli smart workers, infatti, lavorano spesso in remoto da paesi stranieri, caffetterie, biblioteche pub-bliche, spazi di co-working o veicoli ricreativi.

I potenziali nomadi digitali sognano di poter cambiare il proprio stile di vita, per rendersi final-mente liberi di poter vivere e lavorare ovunque, sfruttando le nuove opportunità offerte dal Web.

In tempi di Internet of the things, Digital Nomads è una definizione senza confini. Ormai chiunque ricade nella categoria di chi ha in mano un PC e uno Smartphone e si sposta non solo perché privo di un posto fisso ma altresì approfittando del viaggio fisico per connettersi, racco-gliere idee, mandare mail, ascoltare podcast. Nomade non è più un concetto legato allo sconfi-nare, all’uscire dagli schemi. É un concetto antropologico oltre che pragmatico.

Il lavoro sta cambiando da un punto di vista qualitativo, sopratutto grazie allo sviluppo di nuove tecnologie sempre più facili da sfruttare. I lavori a forte contenuto intellettivo, ad esem-pio, possono essere svolti anche in remoto, poiché le nuove tecnologie rendono sempre meno indispensabili i luoghi di lavoro fissi.

Sono le stesse aziende a incoraggiare il lavoro in remoto di dipendenti e collaboratori, così da risparmiare sui costi dei luoghi di lavoro fisico e ottimizzare i tempi. La crescita stessa del terzo settore implica che molte attività lavorative e professionali siano svolte direttamente presso i clienti o comunque anche da remoto, rispetto, ad esempio, alle esigenze di un settore come quello manufatturiero.

Questa evoluzione è coerente con le esigenze crescenti delle persone che possono, grazie a un lavoro da remoto, recuperare un miglior equilibrio tra la vita lavorativa e quella privata; con una maggiore autonomia e flessibilità nella gestione del tempo e dello spazio.

I Digital Nomads sono persone che hanno maggiori possibilità rispetto ai lavoratori stanziali di trovare un migliore bilanciamento nel proprio Lifestyle, contribuendo, insieme a una maggiore produttività del lavoro, anche a una maggiore soddisfazione personale.
Il Digital Nomad, quindi, non è chi più (solo) chi lavora da una spiaggia di Bali, seguendo la bucolica idea dell’assenza di vincoli. É altresì chi sta un’ora in treno per andare al lavoro, chi passa da una città all’altra perché ha una professione slegata da confini geografici.

Tutti siamo Digital Nomads, almeno in potenza.

Oggi, i popoli del mondo stanno per riuscire a superare le barriere di tempo e spazio per vi-vere come membri di una famiglia di nazioni strettamente legata come risultato dei progressi compiuti dalla scienza moderna e tecnologia.

Haile Selassie, negus neghesti etiope

Lifestyle

La tecnologia trasforma le abitudini e crea un nuovo Lifestyle, alternativo e sempre più sosteni-bile rispetto ai modelli tradizionali. Smart life e smart work si basano sulle aspirazioni perso-nali e sul desiderio di indipendenza e di mobilità, cambiando completamente il Lifestyle e le dinamiche sociali. Occorre, per tanto, ridefinire il Lifestyle in modo trasversale, non solo utile ai Digital Nomads ma a tutte le smart people che ambiscono a diventarlo. Per Lifestyle, infatti, intendiamo estetica, mindfulness, attitudine e anche edonismo.

È nelle mail che si concentreranno le mie relazioni amorose, amicali, di lavoro. Sono un no-made immobile che naviga nella sua relazione ininterrotta con i mondi vicini e lontani. Il tele-fono portatile conosce uno sconvolgimento negli anni Duemila. L’immediato è diventato natu-rale, permette agli innamorati di telefonarsi, mailarsi, skyparsi in un istante da San Francisco a Shanghai. Internet, e-mail, Google, tutto comunica e, tuttavia, non ci si riesce a comprendere di più. Tutto è cambiato e niente è cambiato.

Edgar Morin, filosofo e sociologo frances

Concept del sito

Ogni individuo comunica con il mondo esterno e con gli altri individui attraverso i cinque sensi, oltre che attraverso il pensiero e l’azione. In assenza di un luogo fisico, i cinque sensi re-stano l’unico collegamento con l’altro e l’esterno. I luoghi virtuali, infatti, non esisterebbero senza le stimolazioni dei cinque sensi perché sarebbe impossibile avere esperienze da raccon-tare. In qualsiasi mondo possibile, senza i cinque sensi sarebbe impossibile comunicare e fare esperienze.

Gli organi del senso, nunzi e messaggeri del mondo esterno, sono stati mirabilmente struttu-rati e collocati nel capo, come in una cittadella, perché potessero esercitare nel modo migliore la loro funzione.

Cicerone, avvocato, politico, scrittore e oratore romano