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Music

Monday Song: 20syl e i suoi beats

By Stefano Nappa
3 min read

20syl ha riscritto il pentagramma elettronico dell’hip-hop negli ultimi 10 anni.

Se Clive Campbell, meglio conosciuto come Dj Kool Herc, non avesse dato vita alla ricerca del “break” hip-hop perfetto… probabilmente non avremmo mai sentito parlare di Sylvain Richard.

Kool Herc quando inventò quel tipo di suono, in un party organizzato dal padre per il compleanno della sorella, sulla 1520 Sedgwick Avenue, Bronx, NY; non poté mai prevedere che quelle frequenze facessero il giro del mondo, con una sosta persino a Nantes in Francia dando i natali a 20Syl.

Il suo nome va pronunciato “vinsil” e le note scritte dai suoi sensi vengono guidate dal motto della città “Favet Neptunus eunti”; “Nettuno favorisce il viaggiatore”.

Il viaggio di 20syl, cominciò sui 14-15 anni, quando ai suoni da programmare del software Big Boos 24 dell’ATARI unì una batteria acustica e un basso con una chitarra. Quest’insieme combaciò con l’ispirazione dall’hip-hop dei Wu Tang Clan e dei Mobb Deep dando vita al suo primo Mixtape con il gruppo Hocus Pocus.

Questa miscela di jazz col funk nell’hip-hop con un pizzico di acustico sul soul e il rap, seppur in francese, provocò uno stupore mai avuto prima. Parallelamente diede vita a un altro progetto esclusivamente strumentale e solo sul giradischi nell’arte del “djing” con il gruppo C2C. Nel frattempo, giusto per riempire le poche ore libere rimaste si laureò anche come “Graphic Designer” all’École supérieure des beaux-arts de Nantes Métropole

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Sinceramente non vi voglio parlare dei premi che magari ha vinto con i suoi lavori. Non voglio nemmeno parlare del mistero che in ogni suo disco ci sia “una parte numerica” nel titolo come in: 73 Touches, Place 54, 16 pièces oppure Tetr4.

Vi voglio obbligare a inserire un suo brano nella vostra Monday Song. Perché non è possibile che un non “iniziato”, un non “figlio d’arte”, possa cambiare il suono o le regole, scegliete voi, dell’Hip-Hop.

Negli ultimi anni è riuscito a ritagliarsi degli spazi per dar vita a qualcosa che lo mettesse sotto una luce solista.

Nel 2014 ha rilasciò Motifs, e nel 2015 Mofis II. I due EP di cinque tracce con un sound tra l’hip-hop e l’elettronico e l’esordio più romantico è KODAMA. Questo brano spostò letteralmente l’attenzione black sui 4/4 dall’altra parte dell’oceano.

Il brano è la sua “signature”, la sua firma come i grandi produttori del calibro di Pete Rock, Dj Premier,Rza, Just Blaze oppure Kanye West

Le sue composizioni si distinguono dagli altri con un eleganza che probabilmente nessuno riuscirà mai a ricreare. 

Kodama, tra le altre cose, ha l’uso curioso sulle “drums” dell’sp-1200, che gli è stato prestato per l’occasione da un certo Kafutchino. Su di lui troverete solo un EP di 4 tracce ed una recente collabo proprio con 20syl sull’album dei La Fine Equipe. Poi niente da dire, il video parla da sé. Il suo stile e la sua scrittura nella regia sono il connubio perfetto per un successo. Nei due EP c’è anche il rapper americano Oddissee nel brano “Ongoing Thing”.  

Ibrahim Maalouf alla con Ledeunff sulle corde della chitarra in “Seven Eleven”.
Il brano con Rita J è stato letteralmente prima scritto, poi ricampianto e risuonato a piacimentofacendo capire che le “voci” possono trovare nature differenti sui 4/4.

L’anno scorso dopo la bellissima avventura insieme a Mr. J. Medeiros nel progetto Alltta, ha pubblicato un disco interamente di beats dal titolo: 36 (Beats & Types).

Don’t SLEEEPP on this!!!

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