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Style

Raf Simons e la moda Bauhaus

By Monica Camozzi
4 min read

Raf Simons arriva da Prada. La sua moda Bauhaus è il ponte perfetto sull’anima di Miuccia

A breve, vedremo confluire nel delta di Prada gli affluenti dell’anima di Miuccia e di Raf Simons. Il designer più post industriale che ci sia. Nato in un piccolo centro fiammingo al confine con i paesi Bassi, intriso di musica punk ed elettronica. Nemico dei guizzi elettivi della Moda fino alla sfilata del genio, Martin Margiela, nel 1990. Da quel momento, Raf ha sintetizzato lo spirito Bahaus, l’unione fra strada e concetto, fra tecnologia e cultura. Non a caso, Miuccia Prada lo ha scelto per condividere con lei l’esperienza stilistica in Prada. Una sintesi che affascina e che secondo noi funzionerà. Lo si evince guardando la capacità di Simons di conciliare “borghesia e proletariato” attraverso forme e elaborazioni tessili. Forse per la prima volta il manifesto della strada verrà scritto sugli scranni della couture. Avverrà con Simons e la sua moda Bauhaus?

L'avanguardia di Raf Simons

Simons e le affinità elettive con Miuccia

Maria Bianchi, nipote di Mario Prada, futura Miuccia, ha una vita che corre in parallelo con quella di Raf Simons. Nata nel cuore della “Milano bene”, rifugge da sempre l’elitismo borghese. Sessantottina, femminista, è affascinata dal tumulto e dal vigore creativo della strada. Perché è dai contrasti che le rivoluzioni sbocciano. Dopo scienze politiche e recitazione va a lavorare dal nonno e porta al prima innovazione effettiva, il famoso nylon Pocono che proietta gli zainetti nell’empireo dell’innovazione. Ma sempre con aderenza alla funzione, pensando alle spalle della gente che cammina ben salda a terra. Poi l’incontro con Patrizio Bertelli, con l’istinto marketing poderoso di quello che sarà uno dei leader industriali più potenti della moda, compie l’alchimia.

Miuccia Prada e Raf Simons

Raf Simons cresce nell’avanguardia musicale. Studia moda con i Kraftwerk nell’anima. Quella vena industriale lo accompagnerà sempre. Ma sarà capace di conciliarlo con il mondo di “ostentazione e glamour” che tanto avversava. Per questo la abbiamo definita moda Bauhaus. Il Bauhaus fu l’incipit dell’innovazione che portò arte e razionalismo a dialogare. Volare e abbracciare il pragmatismo sono l’elemento che accomuna Miuccia Prada e Raf Simons. E già la scelta di Miuccia di affidare i negozi a Rem Koolhas e Herzog&De Meuron  ci dice quanta predisposizione ci sia ad accogliere gli stimoli che Simons saprà portare.

L'over assume un sapore diverso

Raf Simons e la moda Bauhaus: le Ozweego

Skate culture, new wave e couture. Il trittico di Raf è questo. Gravido di musica d’avanguardia e di fascino per le culture street, concettualmente Raf Simons incarna il sogno del Bauhaus, che viene da Bauhutte, in tedesco letteralmente la loggia dei muratori. Simons guarda al futuro e lo concilia con il presente. Come solo un belga sa fare. E trasforma con naturalezza lo spirito del tempo, promuovendo un maschile veloce, urbano, tagliato sulla forma mentis sottile, aderente al dinamismo, dell’uomo metropolitano. Essenziale eppure così perfetto. Le sue jacket capaci di essere slim e over sono un ossimoro possibile.

Maglia over su t-shirt

Le Ozweego, sneakers create con Adidas, esprimono al meglio questa sintesi. Usare la materia per portare avanti concetti futuribili. Le Ozweego erano dinamiche e veloci. Raf ha fatto della suola il suo pentagramma, dando il via al fenomeno delle Chunky sneakers. Uno shock iniziale, con il germe del nuovo dentro. Grande amante delle Stan Smith, Simons è riuscito con naturalezza a metabolizzare il passato traducendolo nel post industriale. Ma profondamente urbano, denso di cultura giovanile. Anzi, denso di cultura in generale. Le Rs Ozweego, del 2018, sono ispirate al cult Blade runner di Ridley Scott. Non convenzionali come sempre, con doppia colorazione della suola che arriva fino alla tomaia. Poi, le New Era, nel 2019. Riferite al numero 3 del 98. Con tubature riflettenti di contorno alla tomaia. La visione di Raf è semore lucida, sempre avanti.

Un modello Ozweego

Sarà una New Era anche per Prada?

La scommessa è forte. C’è chi mette in campo anche gli elementi imponderabili che confluiscono da due personalità dominanti. Ma secondo noi la capacità visionaria, il sogno, avranno la meglio. Con Dior non funzionò. Lo scalpitante Simons, con la sua moda Bauhaus, poco si conciliavano con il dna della maison. Certo, Simons sostituiva Galliano, un altro outsider anticonvenzionale. Galliano fu allontanato per gli atteggiamenti anti semiti, non per inadeguatezza stilistica. In realtà era perfetto. La razionalità belga di Raf, lo spirito Bauhutte, poco si attagliavano a Dior, infatti finì. Anche da Calvin Klein finì. Raf doveva attrarre la clientela giovane del brand e per minimalismo andava bene, ma lo spirito sexy del brand americano era effettivamente “tradito” dalla compostezza asessuata del designer belga.

T-shirt con frammenti di serie tv

Troppo concettuale, troppo avanguardia. E poi, come sempre, gli elementi squisitamente umani hanno fatto il resto. Ad esempio il potere conferito a Jean Georges d’Orazio, allora compagno di Simons, nominato responsabile dei rapporti con la clientela del negozio di Madison Avenue e non molto gradito al consiglio d’amministrazione (così dicono le cronache) di Calvin Klein. Con Miuccia sarà diverso, siamo pronti a scommetterci.

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Monica Camozzi
Giornalista da 25 anni, copywriter, storyteller, appassionata di avventure imprenditoriali e di nuove sfide.
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