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Tour dell’Italia in digitale: bellezza e storie nere

By Monica Camozzi
5 min read

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Il tour dell’Italia si può fare in digitale. Ma sapevate che…

L’Italia ha il 70% del patrimonio artistico mondiale. Un percorso che in momenti di chiusura va condiviso ugualmente con tutta l’umanità. Per questo, il Ministero dei Beni culturali ha definito un giro digitale nella bellezza, attraverso la app Google arts and culture. “Gran virtual tour” è un viaggio digitale lungo tutta la Penisola: tour dell’Italia in digitale fra teatri, archivi e biblioteche, musei e parchi archeologici statali I luoghi che si possono visitare sono tantissimi! Vi abbiamo fatto una selezione emblematica con curiosità appassionanti…talvolta misteriose e decisamente nere. 

L'esterno del Colosseo

Il tour dell’Italia in digitale inizia  al Colosseo 

Il Colosseo è il più grande anfiteatro del mondo e il suo nome attuale arriva nel Medioevo. Non si sa se derivi dal Colosso di Nerone, statua che sorgeva lì vicina, oppure perché situato in cima a un colle che ospitava il tempio di Iside (Collis Isei). Andare nelle sue cavità è come ritrovarsi catapultati in una storia che spesso è stata nera: si stima che durante i giochi morirono qui più di 500.000 persone e oltre un milione di animali.  Infatti una leggenda vuole che vi si adorasse il demonio e che alla fine di ogni cerimonia gli adepti chiedessero “Colis eum”? (adori lui?). 

Nei meandri del Colosseo

Una delle 7 porte dell’Inferno

Inserito nel 1980 nella lista dei Patrimoni dell’umanità dall’UNESCO, assieme a tutto il Centro storico di Roma, le Zone extraterritoriali della Santa Sede in Italia e la Basilica di San Paolo fuori le mura, l’anfiteatro Flavio è l’emblema del tour digitale nella bellezza italica.

Ma ha anche una fama sinistra. Veniva ritenuto una delle 7 porte dell’inferno per il numero delle persone che hanno vi persero la vita con rituali atroci. Numerosi storici  affermano che vi fossero anche gladiatori donne, che si batterono con lo stesso valore degli uomini. Nel Medioevo bande di briganti lo usavano per seppellire le loro vittime e nel 500 fu preso di mira da maghi e stregoni che pare apprezzassero le erbe dai poteri “magici” che crescevano fra le rovine. In effetti, più di 350 specie di piante hanno messo le radici fra le sue rovine.  

Palazzo Ducale di Genova: il tour digitale nella bellezza non può prescindere da questo

Palazzo Ducale a Genova

Palazzo Ducale era la residenza del Doge, la sua costruzione fu iniziata nel 1298.

Con i suoi 300.000 metri cubi, il restauro degli anni Novanta costituisce il più grande intervento realizzato in Europa. Il nostro tour dell’Italia in digitale non può prescindere da questo.  Lì accanto, nel 400, a Genova bruciavano le donne accusate di stregoneria e nella vicina Piazza della Signoria avvenivano le esecuzioni capitali: celebre quella del Doge Paolo da Novi, popolano salito nella scala sociale a cui nobili e francesi mai la perdonarono. 

Il Doge, una volta eletto, rimaneva letteralmente chiuso nel palazzo! Poteva uscire solo in cinque occasioni in data fissa. Era sempre costretto a chiedere permesso al Senato. Quando qualcosa non andava bene in città, la gente prendeva d’assalto le porte di Palazzo Ducale. Famosi, per questo i Macellari, che nel 1339 rovesciarono il Governo.

La  leggenda della regina fedifraga che morì per amore

Il Castello svevo normanno di Gioia del Colle, in Puglia, è uno dei più belli della zona. La leggenda vuole che nel castello di Gioia nacque Manfredi, da Federico II e Bianca Lancia, regina che il sovrano fece uccidere perché rea di tradimento. Fu proprietà dei Principi di Taranto fino al 400, dei Conti di Conversano fino al 600 e dei Principi di Acquaviva fino agli inizi dell’ 800.

Costruito dai bizantini, fu sistemato definitivamente da Federico II di Svevia e ha motivi artistici che risentono dell’influsso arabo: per questo ma anche per altro lo includiamo nel nostro tour digitale dell’Italia. Un’altra leggenda è legata a due protuberanze a forma di seni, collocate nella prigione sotto il forno. 

Bianca Lancia, dama piemontese che ebbe vari figli da Federico II, vi fu gettata da lui per gelosia in gravidanza. Subito dopo aver dato alla luce il figlio Manfredi, leggenda vuole che si fosse  recisa i seni e li avessi fatti portare a Federico insieme al neonato. Alcuni testimoni, soprattutto tra gli anziani del luogo, son pronti a giurare di aver visto la figura evanescente della famosa dama, tra suoni e lamenti inquietanti, muoversi furtivamente all’interno del maniero.

Gli Uffizi e il mito di Andromeda

Gli Uffizi fu disegnata da Giorgio Vasari nel 1560 per Cosimo I de Medici per ospitare gli uffici granducali della Toscana. La loggia del piano di sopra divenne un’esibizione della collezione dinastica di sculture, opere d’arte. 

Qui vi mettiamo il capolavoro di Piero di Cosimo, Perseo libera Andromeda, un emblema del Rinascimento fiorentino che interpreta il mito narrato da Ovidio nel quarto libro delle Metamorfosi. 

Perseo libera Andromeda

Il dipinto faceva parte dell’arredo nuziale della camera di Filippo Strozzi il giovane. Ogni particolare viene spiegato con un close up, si puó entrare nell’opera e vederne i minimi dettagli. Così come in tutte le altre esposte..

La bellezza al  Maxxi di Zaha Hadid: tour digitale nell’Italia dell’alta moda

Il Maxxi di Zaha Hadid a Roma

Il primo museo nazionale dedicato alla creatività contemporanea.  Pensato come un grande campus della cultura, il Maxxi è stato progettato da Zaha Hadid ed è come una piattaforma aperta a tutti i linguaggi della creatività.

La couture al Maxxi di Roma

Online potete esplorare Bellissima: l’Italia dell’Alta moda (1945-1968). Oppure farvi guidare alle opere d’arte per colore. 

Written by
Monica Camozzi
Giornalista da 25 anni, copywriter, storyteller, appassionata di avventure imprenditoriali e di nuove sfide.
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