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Tribes of Europa, un mondo senza Internet

By Sara Stefanovic
4 min read

Cosa succederebbe al mondo se non ci fosse più elettricità? Tutti noi ce lo siamo chiesti almeno una volta, soprattutto ora che le nostre vite private e lavorative dipendono sempre più da questo strumento invisibile. A rispondere a questa domanda, ovviamente, ci pensa Netflix che, sfoderando i mitici autori di Dark, ci delizia con una nuova produzione made in Germany. Tribes of Europa, però, è un prodotto che si distacca dal precedente Dark, sia per quanto riguarda le ambientazioni sia per la trama. Il ritmo di questa prima stagione, inoltre, è molto serrato, e viene scandito da tre vicende differenti…

Tribes of Europa, l’apocalisse arriva con un black-out

Come spesso accade nelle trame di carattere dispotico, ci troviamo in un mondo che, pur mantenendo delle caratteristiche familiari con quello al quale siamo abituati, si trova in una situazione di caos. In questo caso ci troviamo in Europa, nel 2074 dopo che, nel 2029, un misterioso black-out mondiale ha portato a un ritorno a una situazione quasi ‘medievale’. Le persone, trovatesi quasi completamente senza energia elettrica, si sono viste costrette a frammentarsi in tribù (dei micro-stati a tutti gli effetti). Il tutto è scaturito da varie tensioni geopolitiche che hanno portato al famoso Dicembre Nero… Con conseguente frammentazione del continente e a una costante lotta per il dominio dell’Europa.

Tribes of Europa

Nonostante si parli di un certo numero di tribù, noi ne conosciamo solo alcune: gli Origines, i Corvi e i Crimson.

Gli Origines, tribù di appartenenza dei protagonisti, è molto pacifica e isolata e si è adattata abbastanza bene alla vita priva di tecnologia, ritrovando la propria dimensione nella natura. I Corvi sono una tribù molto violenta, che si fonda sulla ‘legge del più forte’. Si può dire che siano i villain della serie (e i meglio vestiti, in stile Cyber Punk). Il loro scopo è quello di conquistare la maggior parte del territorio possibile, nonostante siano già a capo dell’area maggiore (ex Berlino). I Crimson, infine, sono una sorta di società paramilitare che si occupa della difesa delle varie tribù. Si tratta di un esercito che cerca di scongiurare le guerre.

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Tribes of Europa
La narrazione, come anticipato, si sviluppa su tre livelli diversi, seguendo le vite di altrettanti fratelli che vivono in diverse parti del territorio.

Protagonisti delle vicende sono Liv (Henriette Confurius), Elja (David Ali Rashed) e Kiano (Emilio Sakraya). Le vie dei fratelli si dividono quasi immediatamente, conferendo a ciascuno di loro una storyline unica… condizione perfetta per spiccare, approfondire il loro carattere e le loro motivazioni.

Kiano è in mano ai Corvi, finendo nella ristretta corte dell’affascinante e spietata Lord Varvara. Liv segue i Crimson, in un susseguirsi di tradimenti e colpi di scena che la vedono disposta a tutto per riunire la sua famiglia. Ad Eljia, invece, è affidata la missione più impegnativa: egli infatti possiede il cubo degli Atlantidei, unica civiltà rimasta indenne al blackout del 2029. Eljia, in viaggio, si spingerà oltre nella comprensione di ciò che sta per accadere. Verrà a conoscenza di un’inarrestabile minaccia proveniente dall’Est in grado di spazzare via l’umanità. Grazie alla storyline di Elja, che insieme a Moses cerca il modo di riparare il fantomatico Cubo, lo spettatore compie un viaggio in questa bizzarra Europa e nota l’eterogeneità delle popolazioni che vivono nelle maniere più disparate.

Seguendo Liv, invece, si scopre il mondo dei Crimson e delle loro battaglie militari, forse il mondo più sobrio tra quelli della serie. Perché con la terza storyline, quella di Kiano, si scivola spesso nell’assurdo e nel cringe.

Accoglienza

Accoglienza critica per quanto riguarda l’originalità. La narrazione della serie fatica a trovare una propria identità, rimanendo schiava di colpi di scena forzati e non sempre in grado di sorprendere lo spettatore. Anche la decisione di sviluppare la trama seguendo i tre fratelli senza approfondire mai il loro legame è stata considerata una scelta rischiosa, seppur originale.

Tribes of Europa

Aspetti positivi sono i costumi e la scenografia. Il tutto è stato pensato per rendere visivamente come ogni tribù ha reagito al blackout e al conseguente caos. Quindi, ci sono colori che richiamano la terra per gli Origines poiché si sono allontanati dalla tecnologia e sono più vicini alla foresta. I corvi si trovano sul lato opposto dello spettro in quanto i loro vestiti sono total black, il che riflette la loro corruzione. Il design delle armi e le scelte fatte per ogni singola location in cui si recano i personaggi sono impeccabili. Tribes of Europa riesce a tratteggiare l’ecosistema sociale delle diverse tribù che si incontrano. Alcuni cliffhanger, inoltre, dischiudono scenari potenzialmente efficaci ed entusiasmanti.

Altra nota positiva è sicuramente Oliver Masucci, che tutti abbiamo amato in Dark e continuiamo ad amare in Tribes of Europa. Il suo personaggio è il classico mascalzone dal cuore d’oro, a cui ci siamo abituati in precedenza. Ogni scena che lo riguarda è genuinamente divertente, ma, sfortunatamente, il suo ruolo è marginale.

Tribes of Europa

Concordiamo tutti sul fatto che 6 puntate non siano sufficienti per sviluppare in maniera accurata protagonisti, personaggi secondari, vicende e tutto il contesto. Questo è particolarmente vero per le serie fantasy e dispotiche perché nulla si può dare per scontato.

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