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Una notte con Leonardo Da Vinci

By Sara Stefanovic
5 min read

Nexo Digital ci apre le porte del Museè du Louvre e ci fa trascorrere una notte con Leonardo Da Vinci. Le meravigliose inquadrature di questo sotterraneo capolavoro architettonico, lontano da sguardi indiscreti, ci mostrano la vera essenza di questo luogo, dove il silenzio è assordante. Di giorno il museo è carico di aspettative e persone, anime chiassose e piene di vita che cercano qualcosa tra le meravigliose opere custodite dal Louvre. Di notte cala il silenzio e a parlare sono solamente gli artisti che comunicano attraverso le tracce di memoria che hanno lasciato.

A guidarci nella visita due guide di nero vestite che ci rammentano la sacralità di un luogo carico di memorie, troppo pesante per stare al pian terreno.

Leonardo Da Vinci è il protagonista di questo percorso visivo diviso in tre tappe: 1. luce, ombra, sollievo; 2. libertà; 3. scienza. Il trittico è fondamentale per guidarci alla scoperta della vita di Leonardo e per segnarne i momenti cruciali. Il percorso, inoltre prevede alcune fermate per osservare più nel dettaglio alcune delle opere più significative del suo portfolio. Tra queste ritroviamo: L’annunciazione, La Madonna della Frutta, Vergine con il Bambino, La Vergine delle Rocce, Ritratto di Musico, Ritratto di Dama… Ad arricchire il viaggio, inoltre, vi sono citazioni da Le Vite di Giorgio Vasari in ‘lingua originale’.

Quando parliamo di Leonardo Da Vinci parliamo di un uomo che dentro di sè sentiva che sarebbe vissuto per sempre. Lo attesta sia la noncuranza con la quale lasciò delle opere ‘incompiute’, con il pensiero di tornare a refinirle in altre occasioni, sia la sua continua ricerca mefistofelica del sapere in tutte le sue forme. Parliamo sì di un uomo che scriveva e scarabocchiava in maniera ossessiva nella volontà di lasciare ai posteri i suoi pensieri e le sue scoperte, ma anche di un uomo che scriveva al contrario. La contraddizione che scorreva nelle vene di Leonardo spesso ci lascia confusi, eppure è stata proprio la ragione del suo successo.

La pittura rimaneva sempre il fine ultimo per l’artista, pur dedicandosi ad altre scienze (perchè lui considerava anche l’arte una scienza), non perse mai di vista il suo obiettivo. Catturare la realtà e trasporla su una superficie. Scopriamo un artista che in pieno Rinascimento fu quasi precursore di un impressionismo rudimentale fatto di scarabocchi e percezioni.

Leonardo Da Vinci

Luce, ombra, sollievo

La prima opera che viene trattata non è sua, anche se si ha quasi la certezza assoluta che vi abbia contribuito. Parliamo di una statua di San Tommaso catturato nel suo detto ‘non vedo non credo‘ mentre è tentato di toccare le cicatrici di Gesù. Si tratta di un bronzo lontano da quello che sarebbe stato il lavoro pittorico di Leonardo. Tuttavia, l’azione di quella mano che vuole toccare ma si trattiene, rappresenta a pieno il sentimento che ritroveremo nel suo lavoro. Le luci, le ombre e le espressioni che vengono rappresentate da questa scultura sono del futuro Leonardo senza che l’opera porti la sua firma.

Come Tommaso non credeva nella resurrezione, Leonardo non credeva nella pittura che utilizzava l’uovo per tenere insieme il colore. Decise allora di copiare dai fiamminghi l’idea di usare l’olio. Un’innovazione senza precedenti che rispondeva alla sua necessità di modificare continuamente l’opera.

Libertà

Libero dall’uovo che gli impediva di apportare modifiche al suo lavoro, si rese conto che anche la bellezza come veniva comunemente intesa era obsoleta. La perfezione congelava, lui voleva cogliere l’assoluto dell’energia naturale. Da qui le sovrapposizioni di movimento che ricordano le opere futuriste di Giacomo Biella.

I suoi schizzi erano quasi caricaturali, unendo a caratteristiche umane anche quelle animali, per rendere l’idea. Alla libertà di espressione si affianca la libertà di non completare le sue opere. L’incompletezza diventerà una caratteristica di Leonardo in moltissimi suoi lavori. L’esempio più ecclatante è la rappresentazione di San Girolamo penitente, dove notiamo che, più ci allontaniamo dal volto del protagonista, meno l’opera è dettagliata. Il leone è quasi solamente suggerito con un tratto estremamente leggero.

Leonardo Da Vinci

Scienza

Libero anche dal dover completare le sue opere con dettagli che avrebbero tolto il tempo alla ricerca, Leonardo inizia a sperimentare. Da Vinci vuole decifrare il mondo a partire dalla sua esperienza, trovare risposte a tutte le sue domande. L’arte si trasforma, da meccanica diventa frutto di una riflessione mentale superiore. Superiore anche alle altre scienze; per essere gestita nel miglior modo possibile è necessaria la padronanza di tutte le altre scienze. I suoi taccuini si arricchivano di giustapposizioni di figure che lo affascinavano, tentativi di risolvere problemi geometrici e analogie. Un albero non è forse la metafora perfetta per rappresentare il sistema cardiovascolare?

Questa esposizione del Louvre lo mostra come volenteroso di confrontarsi, generoso e aperto al mondo, anche se avvolto dal desiderio di rappresentare l’impercettibile. Da Isabella d’Este passiamo al rustico e infinito ritratto della Scapigliata. Infinito perchè ispirato alla storia di un ritratto di Venere di Apollo, che lasciò incompleto ma che nessuno volle finire in quanto perfetto nella sua incompletezza.

Leonardo Da Vinci
Parma, 2019: Palazzo della Pilotta, Galleria Nazionale. The “Scapigliata” by Leonardo da Vinci.

Unica debolezza della visita è la mancanza del rumour che vedeva nel modello usato per rappresentare San Giovanni Battista l’amante di Leonardo. Questa censura, apportata per non risultare fuori luogo, viene presto perdonata dallo zoom finale su Lisa Gherardini Giocondo. La donna più simpatica e misteriosa della storia, che accoglie 30 mila visitatori ogni giorno. Ella comunica dall’alto della sua grandezza naturale vivendo attraverso gli occhi dei visitatori i luoghi che non può visitare a causa della fragilità della sua struttura.

Leonardo Da Vinci
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